Salumi italiani con meno grassi

L’allevamento dei suini in Italia vale 8 miliardi di euro e rappresenta uno dei fiori all’occhiello del made in Italy alimentare, con il 70% della filiera che fa parte delle grandi Dop italiane.

L’allevamento dei suini in Italia vale 8 miliardi di euro e rappresenta uno dei fiori all’occhiello del made in Italy alimentare, con il 70% della filiera che fa parte delle grandi Dop italiane.

Sono alcuni dei dati contenuti nell’ultimo numero di Mangimi&Alimenti, la rivista di Assalzoo, l’Associazione italiana tra i produttori di mangimi zootecnici, dedicato al settore suinicolo con approfondimenti sul mercato e sul valore nutrizionale della carne di maiale. Su una produzione complessiva di mangimi destinati alle varie specie animali di circa 14,5 milioni di tonnellate, spiega l’associazione, gli alimenti per suini, con poco meno di 3,5 milioni di tonnellate, rappresentano il 24% del totale, ponendosi al terzo posto dopo i mangimi per avicoli, il 40% del totale e quelli per bovini, circa il 26%.

Negli ultimi venti anni, ricorda Assolzoo, i salumi italiani sono diventati anche più ‘leggeri’ a tutto vantaggio del benessere e del rispetto della tipicità. Prodotti con grassi diminuiti anche del 50%, con meno sale, ma con più vitamine e minerali.

Il suino viene, infatti, alimentato con una dieta a base di mais-orzo-soia, integrata con vitamine e sali minerali. Insieme a metodi di allevamento innovativi, conclude l’associazione, tutto ciò ha permesso di modificare il contenuto lipidico, aumentando quello di vitamine e minerali.