Risparmio e impatto ambientale ridotto: le cooperative energetiche del nord

Nell’arco alpino italiano, che attraversa trasversalmente le regioni di Friuli Venezia Giulia,Trentino Alto Adige, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta, operano delle cooperative che producono energia elettrica attraverso l’utilizzo di fonti idriche.

Nell’arco alpino italiano, che attraversa trasversalmente le regioni di Friuli Venezia Giulia,Trentino Alto Adige, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta, operano delle cooperative che producono energia elettrica attraverso l’utilizzo di fonti idriche.

Queste associazioni, da oltre un secolo, garantiscono il fabbisogno energetico a 300mila persone (80mile utenze totali), abbattendo i costi di produzione del 30 % rispetto alle tradizionali forme di produzione di energia, con un impatto ambientale notevolmente ridotto.

Questi i dati diffusi da Elabora, centro studi di Confcooperative , in occasione del convegno inaugurato a Roma il 30 marzo. L’evento, intitolato La cooperazione elettrica dell’arco alpino, è organizzato Federconsumo-Confcooperative e Federutility.

Pierluigi Angeli, presidente Federconsumo-Confcooperative, introduce il tema: “La cooperativa elettrica d’utenza in Italia potrebbe rappresentarne gradualmente una risposta sempre più valida e accreditabile. Un’energia pulita, prodotta interamente da fonte rinnovabile, idrica in prevalenza e fotovoltaica, quella prodotta dalle cooperative elettriche dell’arco alpino».

Costantino Giacomolli, presidente delle Cooperative elettriche, fornisce un po’ di numeri: “Abbiamo una rete che si articola per circa 2 mila chilometri e che distribuisce oltre 350 milioni di KWh (sui 500 milioni prodotti) in 60 Comuni e in 110 centri frazionali. È un’esperienza straordinaria dove il cittadino è socio, produttore, consumatore e utente del servizio. In queste località l’unica energia disponibile è quella delle cooperative, alle quali l’Enel ha da sempre demandato il compito della produzione elettrica per le difficoltà di produrre ed erogare energia in alta quota”.

Anche all’estero esistono modelli di organizzazione simili e, come spiega Vincenzo Mannino, segretario generale Confcooperative, i numeri sono ben diversi: “Se in Italia il fenomeno interessa 300mila cittadini- utenti, negli Stati Uniti d’America ben 42 milioni di persone, delle immense zone rurali degli USA, consumano energia prodotta dalle oltre 900 cooperative presenti. In Argentina 4 milioni di persone, pari al 16% dell’intera utenza del Paese, utilizzano l’energia prodotta dalle 800 cooperative elettriche d’utenza. In Spagna la cooperazione fornisce energia a circa il 97% delle utenze domestiche e a oltre il 70% delle utenze industriali del distretto urbano di Crevillente, grazie a un impianto fotovoltaico».