Regno Unito, mercato del vino in forte calo

L’Unione italiana Vini riferisce nel suo sito che i consumi inglesi continuano a diminuire. I dati Nielsen per l’anno terminato alla fine di aprile avevano evidenziato un calo generale del 4% sul volume nelle vendite nel mercato britannico degli alcolici ed anche i dati per l’anno terminato al 21 luglio 2012 confermano questa tendenza e parlano di un -3% per il vino e di un -2% per i superalcolici.

L’Unione italiana Vini riferisce nel suo sito che i consumi inglesi continuano a diminuire. I dati Nielsen per l’anno terminato alla fine di aprile avevano evidenziato un calo generale del 4% sul volume nelle vendite nel mercato britannico degli alcolici ed anche i dati per l’anno terminato al 21 luglio 2012 confermano questa tendenza e parlano di un -3% per il vino e di un -2% per i superalcolici.

Stabili i consumi di birra e sidro mentre cadono i Ready to drink (-5%) e i vini fortificati (-7%). Anche vini rosati, dei quali l’UK è insieme all’Italia il quarto consumatore mondiale con il 6% dei consumi, dopo le buone performance del passato, hanno fatto registrare un calo del 5% su base annua, calo che arriva al 6% nelle ultime 12 settimane (dati al 21 luglio). Un po’ meglio fanno rossi e bianchi ma l’unica tipologia in crescita, +5% su base annua e +12% nelle ultime 12 settimane, è quella dei vini spumanti.

Per questi però è necessario sottolineare che grande spinta ai consumi è stata data dalle celebrazioni del Diamond Joubilee, le celebrazioni per i sessant’anni di regno di Elisabetta II e infatti anche lo Champagne, che perde il 9% in volume su base annua, fa registrare un +20% nelle 12 settimane precedenti al 21 luglio (il week end centrale delle celebrazioni giubilari è stato quello del 2-5 giugno).

Per quanto riguarda il trend relativo al valore, le vendite fanno registrare un +3% per gli alcolici in generale ma il valore supera i volumi solo a causa dell'aumento dei prezzi. In valore negli ultimi 12 mesi crescono tutti tranne i vini fortificati -1% e lo Champagne (-7%); Birra +1%, vino +3%, Sidro +9%, superalcolici +5%, Ready to drink +2%, spumanti +7%.

L’articolo dell’Uiv riporta ancora che nell’anno al 21 luglio i consumi di rosso si attestano sui 3,352 milioni di ettolitri (per un valore di 2,241 miliardi di sterline), quelli di bianco a 3,721 milioni ettolitri (2,412 miliardi di sterline), quelli di rosato a 985mila ettolitri (613 milioni di sterline). Il rosso prende il 42% dei consumi, il bianco 46 e il restante 12% è per i rosati, percentuali che per tutti valgono per volume e valore.

Tra i paesi importatori crescono nell’anno le vendite dei vini provenienti da Italia (+9%), la Spagna (+14%), la Nuova Zelanda (+8%) e l’Argentina mentre perdono l’Australia (-9%) che però è il primo importatore per volume, Stati Uniti e Francia (-6%), Sud Africa (-7%), Cile (-16%) e Germania (-18%). Diversi i dati per il breve periodo. Bene Nuova Zelanda (+10) e Argentina (+10) e Spagna (+9%). Male tutti gli altri: Italia -4%, Australia -3% (si conferma anche qui il primo importatore per volume), Francia -11%, Usa -1%, Cile -3%, Sud Africa -7%, Germania -13%.

Passando alle fasce di prezzo si deve notare, su base annua, che il segmento più economico è quello che in volume perde di più mentre tutti i segmenti sopra le 5.01 sterline crescono a doppia cifra. I vini più cari di 5.01 sterline rappresentano oggi un terzo dei volumi totali e quelli superiori alle 7.01 sterline il 7%. Anche in valore l’anno al 21 luglio fa registrare perdite per i vini sotto le 5 sterline con crescite a doppia cifra per i segmenti più cari, con l’unica eccezione della fascia 6.01 – 7 sterline che rispetto all’anno precedente perde l’1%.

I dati relativi alle fasce di prezzo per il breve periodo si avvicinano in linea di massima nelle percentuali di variazione a quelli per l’anno sia circa il volume che circa il valore. Wilson Drink Report ha fornito i dati sulle preferenze di consumo con riferimento al mese di agosto 2012 in base ai quali sembra che si beve di più a casa.

Le birre Lager prendono in generale il 21% dei consumi (a queste si aggiungano le birre Bitter/ale, 10%), il vino rosso il 18%, il bianco il 15%. Il 36% degli uomini beve più spesso birra Lager (19% Bitter/ale), il 22% sceglie vino bianco o rosso mentre le donne hanno una netta preferenza per il vino: il 55% sceglie più spesso il vino (bianco, rosso e rosato) mentre solo il 9% la birra.

Con il crescere dell’età dei consumatori cresce la preferenza per il vino, sia rosso che bianco, mentre cala quella per la birra dopo i 25 anni. Il 62% degli adulti britannici beve solitamente a casa propria o a casa di amici mentre solo il 27% fuori casa. Le donne bevono più a casa (66%) rispetto agli uomini (58%); scelgono di bere più spesso fuori casa solo i giovani dai 18 ai 24 anni (45%). La spesa mensile media per gli alcolici (dati per il mese di agosto 2012) è di 29 sterline per i consumi in casa e di 44 sterline per quelli in bar e ristoranti. Gli uomini spendono di più delle donne.

Il vino rosso è la bevanda alcolica per la quale si investe di più a casa (in media 38£) mentre fuori dalle mura domestiche la spesa è maggiore per la birra (55£ per la Lager e 56£ per la Bitter/ale).