Referendum, le ragioni del Sì

Dopo il recente appello di Greenpeace anche le Regioni invitano i cittadini a votare sì al referendum anti-trivelle in calendario il 17 aprile prossimo.

Dopo il recente appello di Greenpeace anche le Regioni invitano i cittadini a votare sì al referendum anti-trivelle in calendario il 17 aprile prossimo.

Il referendum ha un valore politico perché mette gli italiani in condizione di scegliere, dopo la Conferenza di Parigi, quale politica energetica adottare; bloccare le trivellazioni in mare entro le 12 miglia potrebbe indurre il Governo a cambiare strategia energetica, abbandonando le fonti fossili per sostenere maggiormente le energie rinnovabili.

I governatori delle Regioni coinvolte (Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise) si sono detti preoccupati dalla scarsa informazione sul referendum. Nel corso di una conferenza stampa indetta alla Camera i presidenti regionali hanno chiesto aiuto a tutti i parlamentari, affinché diffondano la data e le ragioni del referendum.

Le Regioni hanno anche proposto il conflitto d’attribuzione tra poteri dello Stato sul doppio regime di rilascio dei titoli nei confronti della Cassazione e sul piano aree nei confronti di Camera, Senato e Governo. La Corte Costituzionale è chiamata a pronunciarsi sull’ammissibilità della proposta. Se le Regioni dovessero vincere anche questa battaglia sarà indetto un altro referendum in autunno.