Puglia, si studiano i disciplinari di produzione della filiera ittica

Potrebbero essere 4 per soddisfare tutte le categorie della filiera ittica: “Prodotti della pesca Lagunari”, “Prodotti della pesca freschi”, “Prodotti Molluschi” e “Prodotti ittici di allevamento in mare”.

Potrebbero essere 4 per soddisfare tutte le categorie della filiera ittica: “Prodotti della pesca Lagunari”, “Prodotti della pesca freschi”, “Prodotti Molluschi” e “Prodotti ittici di allevamento in mare”. E' quanto è emerso nell'incontro presieduto dall'Assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Fabrizio Nardoni con i funzionari regionali, i tecnici dell'IAMB (Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari), i rappresentanti delle Associazioni di Professionali del settore Pesca ed esperti del Settore Ittico.

Durante l'incontro sono stati esaminati gli aspetti necessari per ottenere prodotti a “Marchio di Qualità” con caratteristiche qualitative superiori. "Stiamo provando a ridare slancio ed entusiasmo ad una delle risorse più significative della Puglia – ha commentato Nardoni – perché il mare, oltre ad esercitare un grande fascino sul piano paesaggistico ed ambientale, costituisce un interesse economico di indubbio rilievo che intendiamo continuare a promuovere e a valorizzare. Il Marchio di Qualità rappresenta un’ulteriore opportunità per far crescere e far conoscere le produzioni di pregio regionali, comprese quelle del comparto ittico. La concessione del marchio, poiché favorisce anche le procedure della tracciabilità, diventa garanzia per il consumatore e può contribuire ad elevare i livelli di remunerazione degli operatori del settore".