Primavera fa rima con bio

L’Aiab (Associazione italiana per l’agricoltura biologica), in collaborazione con Federparchi e Legambiente, lancia in tutta Italia una campagna dal 15 aprile al 31 maggio 2011.

E’ “PrimaveraBio”, che prevede l’apertura delle porte delle aziende biologiche del territorio ai consumatori e alle scuole per fare conoscere la loro capacità di produrre cibi di alta qualità, nella garanzia dell’ambiente, provocando, quindi,  una ricaduta nella società di importanti benefici, dalla riduzione delle sostanze inquinanti alla prevenzione della salute collettiva, alla diffusione di diete e stili di vita migliori. Fortemente politico però il tema della PrimaveraBio di quest’anno, intitolata: “La Pac ci riguarda”.

Siamo infatti nel pieno del processo di ridefinizione, a livello di Unione Europea, della nuova Politica Agricola Comune: si tratta di un processo che oggi, anche in considerazione delle previsioni del nuovo Trattato di Lisbona, la carta che è ora alla base del funzionamento della UE, non deve più avvenire al chiuso delle stanze nelle quali si consumano le trattative tra governi, ma invece coinvolgere tutta la società civile, i cosiddetti stakeholders, cioè le parti interessate, associazioni di consumatori, agricoltori, istituti di ricerca. Si può dire anche di più: infatti, secondo il commissario europeo all’agricoltura, l’agronomo romeno Dacian Ciolos: ” la Politica Agricola Europea non è un dominio riservato ai soli agricoltori. È la società intera a beneficiare di questa politica comune europea, che investe aree come l’alimentazione, la gestione dei territori e la protezione dell’ambiente”.

Insomma, l’agricoltura riguarda tutti, e l’agricoltura biologica in particolare offre una prospettiva di cambiamento e di progresso all’intera società. La Politica Agricola Comune, benché poco nota al grande pubblico, è tuttora una fondamentale voce di spesa della UE, impegnandone circa il 34% del bilancio. Si tratta quindi di uno dei più importanti pilastri della politica e dell’economia europee, che influenza tutti i giorni la società e la vita non soltanto dei cittadini e delle cittadine dell’Europa, ma di tutto il mondo. Infatti, le regole di importazione ed esportazione dei prodotti agricoli, gli interventi sulla produzione e sui prezzi, il meccanismo degli incentivi e disincentivi si interseca con l’economia globale.

Non è esagerato affermare che i fenomeni migratori, la dinamica di delocalizzazione delle industrie, le scelte dei consumatori che influenzano la grande distribuzione sono tutti aspetti influenzati dagli eventuali successi od insuccessi della Pac. Oggi come oggi, si prevede che la Pac sarà riformata secondo due direttive: la prima, la ricerca della disponibilità in abbondanza di prodotti agricoli europei a disposizione dei cittadini, perché le crisi ecologiche in corso (dal riscaldamento globale alle catastrofi come quella nucleare giapponese) rendono insicura la vecchia idea che ogni penuria sia compensabile ricorrendo al mercato mondiale; la seconda, la tutela della diversità biologica e storica del territorio. Qui, l’agricoltura biologica gioca il suo ruolo più importante.