Pomodorificio di Tarquinia: accuse alla Regione

TARQUINIA (VITERBO) – “Situazione intollerabile. L’assessore regionale all’Agricoltura Angela Birindelli ha abbandonato a se stesso il pomodorificio, ritornato in possesso dell’Arsial”.

TARQUINIA (VITERBO) – “Situazione intollerabile. L’assessore regionale all’Agricoltura Angela Birindelli ha abbandonato a se stesso il pomodorificio, ritornato in possesso dell’Arsial”.

E’ quanto accusa il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola che ha inviato una lettera al governatore Renata Polverini per chiedere il suo intervento e un incontro urgente, dopo l’ennesimo arresto da parte dei carabinieri di un gruppo di cittadini romeni, che si era introdotto nello stabilimento per rubare rame e acciaio inox. “Tali episodi si ripetono oramai con estrema frequenza da quando, nel 2010, è stata tolta all’amministrazione comunale, per ragioni a me sconosciute (certamente politiche), la custodia dell’impianto – scrive il primo cittadino.

“Ho più volte incontrato nei mesi scorsi il presidente della commissione regionale dell’Agricoltura Francesco Battistoni sempre disponibile così come i sindacati provinciali di categoria, per avviare un percorso condiviso che portasse alla riapertura in tempi ragionevolmente brevi del sito. Al contrario dell’assessore Birindelli, che non ha mai risposto ai miei appelli e, oltre a dichiarazioni di facciata, non ha mai mostrato la seria volontà di risolvere il problema. Ciò ha portato alla dura realtà di una struttura completamente abbandonata a se stessa, a rischio d’inquinamento ambientale per la presenza di oli esausti, priva di controlli e oggetto di danneggiamenti da parte di vandali e ladri”.

Giuseppe Parroncini, consigliere regionale Pd, butta benzina sul fuoco. “Dopo sanità, cultura, infrastrutture e quant’altro, la vicenda del pomodorificio di Tarquinia certifica il fallimento della Regione Lazio anche in agricoltura – sottolinea l’esponente dei democratici. “Fino ad oggi abbiamo infatti assistito esclusivamente a una girandola di proclami e promesse non mantenute dall’assessore Angela Birindelli, dal presidente della commissione Francesco Battistoni e da Erder Mazzocchi, commissario dell’Arsial, proprietario dell’immobile tolto al Comune di Tarquinia per essere lasciato nell’abbandono. La responsabilità della Regione è collettiva: si è riusciti solo a peggiorare la situazione, con uno stabilimento nel degrado e preda delle scorribande dei ladri, senza alcun programma per la riattivazione delle lavorazioni. Sono troppi i segnali di immobilismo in materia di agricoltura.

Oltre a questo, c’è l’altro sulle “Feste del vino nella Tuscia”: per la prima volta non è stato concesso né il contributo, né il patrocinio. Né dalla Regione, né dall’Arsial, nonostante in assestamento di bilancio siano previsti ulteriori 2,3 milioni di euro per la promozione del settore. Il tutto arriva dopo la prevista chiusura di cinque su sei sportelli agricoli di zona nella Tuscia, e 32 su 37 nel Lazio. Su tale vicenda confido comunque in un ravvedimento, anche alla luce delle proteste di sindacati e Comuni interessati. Infine il gravissimo problema del cinipide del castagno, su cui di concreto non c’è nulla – continua Parroncini.

“Le scorribande al pomodorificio di Tarquinia sono l’ennesimo colpo inferto dalla Regione. Esprimo dunque solidarietà al sindaco Mazzola, che apprezzo per come ha gestito la vicenda, per una polemica strumentale e sgradevole di cui è stato oggetto da parte della Birindelli" – conclude l’esponente democratico.