Polemica tra Commissione e produttori agricoli per le emissioni di ammoniaca

In reazione alle intenzioni di ridurre le emissioni di ammoniaca di una percentuale che potrebbe arrivare al 30% con la prossima revisione della politica dell'UE in materia di qualità dell'aria, il Copa-Cogeca ritiene che ciò avrebbe gravi conseguenze sul settore agricolo europeo, senza essere realistico, praticabile, efficiente in termini

In reazione alle intenzioni di ridurre le emissioni di ammoniaca di una percentuale che potrebbe arrivare al 30% con la prossima revisione della politica dell'UE in materia di qualità dell'aria, il Copa-Cogeca ritiene che ciò avrebbe gravi conseguenze sul settore agricolo europeo, senza essere realistico, praticabile, efficiente in termini di costi o giustificato da dati scientifici.

Inoltre, tali piani non tengono conto delle riduzioni e degli investimenti già intrapresi dal settore agricolo. Il Segretario generale del Copa-Cogeca, Pekka Pesonen, ha dichiarato: “Riteniamo che la Commissione debba riconoscere le riduzioni e gli investimenti già realizzati dal settore agricolo. Ad esempio, nel Regno Unito le emissioni di ammoniaca sono già scese del 22% dal 1990 al 2009, passando a 288.000 t (escludendo le emissioni naturali degli animali selvatici e dell'uomo); in Italia sono scese del 25% nella zootecnia avicola, e in Germania di circa il 20% complessivamente a partire dal 1990. Si tratta di un grande passo in avanti che ha determinato costi elevati per il settore agricolo”.

Gli ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni di ammoniaca che la Commissione intende rafforzare con la direttiva inerente ai limiti nazionali di emissione (NEC) dovrebbero riflettere anche i massimali per il 2020 recentemente concordati nel Protocollo di Göteborg e le conclusioni relative alle migliori tecniche disponibili (BAT) in materia di ammoniaca, giacché nuovi massimali di emissione sono stati recentemente fissati nel Protocollo di Göteborg.

Riguardo alla direttiva sulle emissioni industriali, l'applicazione delle migliori tecniche disponibili e il lavoro in corso sulla revisione del documento di riferimento sull'allevamento intensivo dei suini e del pollame (BREF BAT) porteranno sicuramente a un'ulteriore diminuzione delle emissioni. Ha poi aggiunto: "Inoltre, dobbiamo riconoscere le importanti sinergie tra la politica in materia di qualità dell'aria e altre politiche, come quella relativa al cambiamento climatico. Le misure volte ad abbattere le emissioni di gas a effetto serra e le emissioni di inquinanti atmosferici generate dall'agricoltura potrebbero determinare un calo della produzione europea, minacciando la sicurezza alimentare proprio quando si prevede un aumento della domanda alimentare mondiale del 70% entro il 2050. Occorre tener conto di ciò”.

In sintesi, il sig. Pesonen ha dichiarato: “Il Copa-Cogeca teme che i piani della Commissione per un'ulteriore riduzione delle emissioni non siano né realistici, né realizzabili, né efficienti in termini di costi o giustificati da solide basi scientifiche. Il Copa-Cogeca sollecita dunque la Commissione a rivedere tali proposte per trovare un equilibrio praticabile fra la sostenibilità economica dell'agricoltura e il contributo alla sicurezza alimentare mondiale, nonché l'attenuazione del cambiamento climatico, la qualità dell'aria, la biodiversità, la gestione del rischio di inondazioni e la qualità dell'acqua.