Pere mantovane, raccolto dimezzato causa maltempo

Un raccolto dimezzato rispetto alle potenzialità: è quanto si aspettano per la prossima estate i produttori mantovani di pere, una realtà molto importante a livello nazionale e internazionale, con un consorzio creato nel 1992 con circa 160 associati.

Un raccolto dimezzato rispetto alle potenzialità: è quanto si aspettano per la prossima estate i produttori mantovani di pere, una realtà molto importante a livello nazionale e internazionale, con un consorzio creato nel 1992 con circa 160 associati.

Le motivazioni di questo drastico taglio produttivo sono diverse, ma tutte riconducibili a una causa scatenante: il maltempo. In particolare per la varietà principale, la pera Abate, si prevede una produzione ridotta dellla metà, con punte dell’80%. La Pera tipica mantovana ha ottenuto l’Indicazione di origine protetta (Igp) e viene prodotta in sei varietà principali: Abate, Conference, Decana del Comizio, William, Kaiser e Max Red. Abate è la varietà più diffusa; in particolare, chi ha effettuato reimpianti spesso ha puntato su quella.

E il fatto che sia la varietà potenzialmente più colpita, lascia chiaramente intendere quale può essere lo stato d’animo negli oltre trenta Comuni che rientrano nella zona Igp. Veniamo ai problemi: dopo l’allegagione (la fase iniziale dello sviluppo dei frutti dopo la fioritura), l’eccesso di piogge ha fortemente incrementato il fenomeno delle cascole, vale a dire la caduta a terra dei frutti.

Una bassa percentuale sarebbe normale, quest’anno il fenomeno si è moltiplicato a dismisura. Il maltempo, inoltre, ha spesso limitato, quando non addirittura impedito l’accesso nei frutteti dei mezzi meccanici per il trattamento delle piante. Il rischio è l’aumento delle malattie. Chi non è riuscito a trattare dovrà probabilmente rassegnarsi a collocare le pere come prodotto di seconda scelta, quando non addirittura dirottarlo verso l’industria.

Per fortuna, sono state stipulate polizze assicurative multirischio che potrebbero coprire in parte i danni da maltempo. Per il resto, qualcosa verrà recuperato dai prezzi più elevati che si formeranno sul mercato a causa della scarsità di prodotto. Lo stesso si è verificato lo scorso anno, quando la produzione risultò scarsa anche per problemi di siccità. I prezzi più elevati, peraltro, hanno contribuito a ridurre l’export in alcuni Paesi dell’Est Europa più sensibili alle variazioni. Ma mercati validi restano Libia, Francia e Germania.