Per il 70% degli italiani la crisi si supera investendo sul paesaggio

Il paesaggio come risposta alla crisi non solo economica. E’ la ricetta che propone il 70% degli italiani: vivere in un posto bello aiuta a diventare persone migliori e il patrimonio paesaggistico e artistico italiano rappresenta il punto di partenza per rilanciare l'Italia in questo periodo di crisi.

Il paesaggio come risposta alla crisi non solo economica. E’ la ricetta che propone il 70% degli italiani: vivere in un posto bello aiuta a diventare persone migliori e il patrimonio paesaggistico e artistico italiano rappresenta il punto di partenza per rilanciare l'Italia in questo periodo di crisi. E' quanto emerge da un'indagine del Censis dal titolo "Ripartire dalla Bellezza. Speranze e punti di forza nell'Italia della crisi", commissionata dalla Fondazione Marilena Ferrari e presentata a Roma nella sede del Censis.

Dalla ricerca affiora un bisogno di bellezza e un'attenzione da parte degli italiani verso il patrimonio paesaggistico ma anche culturale della Penisola, riconoscendo a questi un vero e proprio valore educativo.

"Non siamo solo il Paese di 'Gomorra' e della bruttezza. C'e' una bellezza latente, quasi 'silenziosa', che vuole emergere – evidenzia il presidente del Censis, Giuseppe De Rita. “Ma cos'è questa bellezza? Secondo noi è una forma di autenticità, un non tradire la propria missione: il contrario del degrado culturale e politico che abbiamo sotto gli occhi".

I dati confermano che la bellezza che ci circonda sia, per gli italiani, l'antidoto migliore per sconfiggere crisi e rassegnazione: per il 68,3 % il patrimonio artistico è una forza identitaria che ci rappresenta nel mondo. Inoltre, alla domanda su cosa rappresenti il nostro patrimonio artistico, il 41,3% lo considera il punto di partenza per rilanciare l'Italia e solo il 10% lo associa a un potenziale business.

"E’ un dato importante: la bellezza – sottolinea De Rita – non viene percepita solo come fonte di affari, dunque. Ecco perché, spesso, dall'altro lato, brutto morale e brutto estetico tendono a coincidere".