Patrimonio Unesco: candidati pizza e zibibbo

ROMA – Sono state ufficialmente consegnate all’Ambasciatore italiano presso l’Unesco, Maurizio Serra, le candidature dell’arte tradizionale dei pizzaiuoli napoletani e della pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello dell’isola di Pantelleria per l’iscrizione nella prestigiosa lista del patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco.

Lo riferisce, in una nota, il ministero delle Politiche agricole. Le due pratiche sono stati condotte dal gruppo di lavoro Unesco del ministero delle Politiche agricole, coordinato dal professor Pier Luigi Petrillo, con il supporto delle comunità di Napoli e di Pantelleria. Dopo il successo dell’iscrizione della “dieta mediterranea” nella lista dell’Unesco, avvenuta nelle scorse settimane a Nairobi (insieme ad altre 45 di tutto il mondo, dal flamenco al carnevale belga di Aalst, dalla peruviana danza delle forbici ai tappeti iraniani di Kashan), altri due elementi rappresentativi del ricco patrimonio immateriale di tradizioni legate al mondo agroalimentare del nostro Paese saranno valutati dagli organi tecnici dell’Unesco. In particolare, la pratica agricola della coltivazione dello zibibbo, se valutata positivamente dall’Unesco, sarebbe la prima pratica agricola al mondo iscritta nella prestigiosa lista che oggi comprende 216 “preziosità” tra cui, addirittura, la falconeria.