Patate Ogm italiane sperimentate in Irlanda

L’Irlanda sperimenterà la coltivazione di patate modificate geneticamente, con l’obiettivo di verificare gli impatti ambientali che la piantagione può avere sulla biodiversità del suolo e sugli animali: la sperimentazione fa parte del progetto europeo “Amiga”, coordinato dal

L’Irlanda sperimenterà la coltivazione di patate modificate geneticamente, con l’obiettivo di verificare gli impatti ambientali che la piantagione può avere sulla biodiversità del suolo e sugli animali: la sperimentazione fa parte del progetto europeo “Amiga”, coordinato dal centro di ricerca Enea, di Rotondella (Matera).

Il progetto è iniziato a dicembre 2011, con 22 partner europei e uno sudamericano (l’Argentina) per studiare alcune specie di insetti tipici degli agro-ecosistemi del Mediterraneo e valutare il possibile impatto ambientale degli Ogm. Non sono previsti, è scritto in una nota, test in Italia, affidati invece ad altri partner del consorzio. In Irlanda per quattro anni saranno effettuate prove di campo con patate geneticamente modificate (ottenute in Olanda dall’istituto di ricerca Plant Research International, altro partner del progetto) resistenti a un fungo molto dannoso per le coltivazioni, abitualmente “combattuto” con l’utilizzo di pesticidi che sono però fonte di possibili danni all’ambiente circostante e all’uomo.

 Il responsabile del progetto per il centro Enea, Salvatore Arpaia, ha spiegato che “uno degli scopi principali del progetto è infatti la validazione di protocolli sperimentali per la valutazione della bio-sicurezza degli Ogm basati sui più alti standard scientifici disponibili che possano considerare le peculiarità dei diversi ambienti europei in cui lavoreremo”.