Parte la crociata degli USA contro lo zucchero

Una ricerca della Università of California di Los Angeles (UCLA), pubblicata sulla rivista Nature, descrive lo zucchero come una sostanza capace di provocare dipendenza, proprio come alcol e fumo, il cui consumo, triplicato negli ultimi cinquant’anni, sarebbe la causa prima di diabete, tumori e malattie cardiovascolari, responsabili di 35 milioni di morti l’anno.

Una ricerca della Università of California di Los Angeles (UCLA), pubblicata sulla rivista Nature, descrive lo zucchero come una sostanza capace di provocare dipendenza, proprio come alcol e fumo, il cui consumo, triplicato negli ultimi cinquant’anni, sarebbe la causa prima di diabete, tumori e malattie cardiovascolari, responsabili di 35 milioni di morti l’anno.

Per contrastare tale fenomeno, i ricercatori propongono di limitare la vendita di alimenti o bevande contenenti questa sostanza nei pressi delle scuole e addirittura di porre delle limitazioni alla vendita riguardanti l’età, e di tassare contemporaneamente cibi e bevande zuccherati.

Misure simili a quest’ultima sono state recentemente applicate in paesi come l’Ungheria e la Danimarca per i grassi insaturi, e in Francia per i soft drinks. “Non è facile” dice Claire Brindis dell’UCLA ,“cambiare le abitudini delle persone. E, comunque, un intervento efficace, per ridurre il consumo di questo alimento, non può basarsi soltanto sul cambiamento dei comportamenti individuali, ma richiede soluzioni più ampie, che coinvolgano l’intera comunità, come si è fatto per l’alcol e per il tabacco. A partire da un miglioramento dell’informazione su quello che la scienza dello zucchero sta scoprendo”.

Negli Stati Uniti, i due terzi della popolazione è sovrappeso e più della metà di essa soffre di obesità; il consumo di prodotti contenenti zuccheri è certamente più elevato rispetto a quanto avviene in Italia, ma i dati epidemiologici relativi alla percentuale di obesità infantile sono allarmanti.

Lo zucchero è, come l’alcol, portatore di calorie vuote, cioè di quelle calorie incapaci di produrre nutrizione. Se assunto regolarmente, tra l’altro, potrebbe modificare il metabolismo, modifica la pressione del sangue, crea danni al fegato e scompensi ormonali. Così uno dei ricercatori, Laura Schmidt, a proposito della proposta di tassazione su alimenti e bevandi contenti zuccheri aggiunti: “Non si tratta di proibizionismo, ne un’interferenza dello stato nella vita delle persone, ma soltanto un modo per rendere il consumo di zucchero meno conveniente”.

Alcuni esperti, però, non sono d’accordo con i toni usati dai ricercatori nella vicenda. Andrea Ghiselli, dirigente di ricerca dell’INRAN (Istituto Nazionale per la Ricerca e la Nutrizione), invita alla cautela: “E' assurdo considerare lo zucchero una droga al pari di alcol e tabacco. L'uso continuo e quotidiano di bevande alcoliche può portare all'aumento di malattie, come ad esempio determinati tipi di cancro. Gli effetti nocivi del fumo sono ampiamente documentati. E' vero che lo zucchero può dare una sorta di dipendenza, è un fatto abbastanza noto, ma non si può mettere sullo stesso piano delle sostanze tossiche, nocive per l'organismo”.

Comunque lo si veda, il problema è bene affrontarlo, anche se probabilmente non basta a convincere una persona a migliorare il proprio regime alimentare. D’altronde, malattie come obesità, diabete e cardiopatie sono multifattoriali e richiedono un approccio globale che non può prescindere da una dieta bilanciata e da una costante attività fisica. Tuttavia, è ormai risaputo che l’apporto di zucchero necessario al fabbisogno dell’organismo umano potrebbe essere garantito dall’assunzione del solo glucosio presente in frutta, pane o latte, soprattutto per chi è costretto ad una vita particolarmente sedentaria.