Pandemia, italiani pronti a resistere fino a giugno

Per la maggioranza degli italiani (il 72%) è necessario resistere almeno fino all’inizio dell’estate per uscire dalla crisi provocata dal Coronavirus. E’ la risposta data al prolungamento delle misure anti-pandemia fino a maggio, mentre sono allo studio le regole da applicare per la sicurezza al mare, in montagna e in campagna per la ripartenza, fin dalla prossima stagione estiva, del turismo.

Per la maggioranza degli italiani (il 72%) è necessario resistere almeno fino all’inizio dell’estate per uscire dalla crisi provocata dal Coronavirus. E’ la risposta data al prolungamento delle misure anti-pandemia fino a maggio, mentre sono allo studio le regole da applicare per la sicurezza al mare, in montagna e in campagna per la ripartenza, fin dalla prossima stagione estiva, del turismo.

Il futuro è necessariamente condizionato dalla capacità di sconfiggere il virus, con il 14% degli italiani che – secondo la recente indagine – pensa che la guerra durerà fino all’autunno, mentre per il 9% bisognerà attendere addirittura la fine dell’anno. Si tratta di una situazione affrontata con responsabilità dalla grande maggioranza della popolazione, con l’88% che dichiara di rispettare sempre le indicazioni su spostamenti, distanze e assembramenti legate all’emergenza, mentre un altro 11% ci riesce la gran parte del tempo anche se qualche volta capita di sgarrare, c’è infine una minuscola restante parte (1%) di furbetti che ammette di non rispettare mai le regole.

Per quasi tre italiani su 4 (72%) è giusto segnalare alle forze dell’ordine comportamenti scorretti come assembramenti di persone o feste in casa dei vicini con ospiti.

La riapertura delle attività turistiche è molto attesa dagli operatori dopo che la chiusura per i ponti di primavera dalla Pasqua al 25 aprile fino al primo maggio determinerà una perdita stimata di 8 miliardi di euro. Il conto potrebbe salire enormemente se il blocco continuerà per tutta l’estate, con il cibo che è la voce principale del budget delle famiglie in vacanza in Italia con circa un terzo della spesa delle vacanze destinato a ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per street food o specialità enogastronomiche per un valore complessivo stimato in circa 30 miliardi nel 2019.