Pandemia, gli italiani ora cercano la vita in campagna

Si vive meglio ed il distanziamento è assicurato dal grande spazio a disposizione. Molto cresciuta la ricerca di seconde case nei piccoli comuni

La campagna si conferma approdo preferito dagli italiani anche in inverno. Non solo per le sue consuete caratteristiche ma anche per la salubrità.

E’ appena dello 0,3% il tasso dei contagi che colpiscono le campagne, divenute ora luoghi in cui in tanti sognano di trasferirsi, anche per sfuggire ai pericolosi assembramenti delle grandi città grazie ai grandi spazi disponibili. Sono i risultati recuperati sulla base delle denunce complessive di infortunio da Covid 19 al 31 dicembre 2020 registrate dall’Inail, cifra che evidenzia come la percentuale più bassa di contagi tra le diverse attività si sia verificata proprio in agricoltura, attività che peraltro non si è mai fermata per garantire le forniture alimentari degli italiani.

Il lavoro in campagna è dunque più sicuro perché garantisce il rispetto delle distanze che nelle aree rurali si misurano in ettari e non in metri ma c’è di più. Certamente è meno pericolosa la vita nei borghi rispetto alle metropoli, segnate da una forte densità di popolazione.

Nei 5500 piccoli comuni italiani (quelli con meno di 5mila abitanti) il distanziamento è infatti garantito quasi in automatico, (i numeri confermano; si tratta di 10 milioni di abitanti che dispongono di oltre il 54% del territorio nazionale), mentre i restanti 50 milioni devono dividersi il resto dello spazio.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti; c’è stato un aumento del 29% delle ricerche di case in campagna, nei borghi e nei piccoli comuni per la voglia di maggior sicurezza e ma anche di una migliore qualità della vita, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi Idealista rispetto al periodo pre-Covid.

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