Pac, De Castro: sarà una riforma “verde”

"Siamo stati capaci, con questo sforzo, di oltre 2 anni, tra Parlamento, Commissione e Consiglio europei, di correggere l'impostazione iniziale che rischiava di penalizzare i paesi mediterranei. Una riforma che era stata pensata per i pascoli nordeuropei, per un'agricoltura fatta di nozioni estensivi e basso rapporto di lavoro.

"Siamo stati capaci, con questo sforzo, di oltre 2 anni, tra Parlamento, Commissione e Consiglio europei, di correggere l'impostazione iniziale che rischiava di penalizzare i paesi mediterranei. Una riforma che era stata pensata per i pascoli nordeuropei, per un'agricoltura fatta di nozioni estensivi e basso rapporto di lavoro. Questo anche grazie ai nuovi poteri che il trattato di Lisbona ci ha dato, abbiamo bilanciato questa riforma e direi che e' una riforma verde, ma un verde non penalizzante per le culture mediterranee (un esempio: gli arboreti non correranno il rischio di essere estirpati) e mi preme sottolineare la distribuzione equa degli aiuti, che verrano calibrati valutando le esigenze dei singoli Paesi. e quindi i nostri agricoltori non rischieranno forti penalizzazioni".

Lo ha detto Paolo De Castro, presidente del team negoziale del Parlamento europeo per la Pac (Politiche agricole comunitarie), sull'esito dell'accordo europeo interistituzionale sulla riforma della Pac, intervenendo a "Prima di tutto", su Rai Radio 1.

"Sara' una Pac che terra' conto della zootecnia da carne del Nord, ma anche dell'ulivicultura, degli agrumeti calabresi, della risicultura del Piemonte , una Pac che sara' al fianco degli agricoltori in questa epoca di grande competitivita', ma al tempo stesso fornira' loro gli strumenti per gestire l'instabilita' del mercato e la volatilita' dei prezzi", ha concluso.