Ortensie in festa a Bolsena

Dal 22 al 24 giugno, nel periodo della sua massima fioritura delle ortensie, Bolsena dedica una mostra che è divenuta una delle attrazioni principali nel panorama degli eventi che si svolgono in provincia di Viterbo. Giunta alla sua 10° edizione, “

Dal 22 al 24 giugno, nel periodo della sua massima fioritura delle ortensie, Bolsena dedica una mostra che è divenuta una delle attrazioni principali nel panorama degli eventi che si svolgono in provincia di Viterbo. Giunta alla sua 10° edizione, “La festa delle ortensie” è ormai da considerare fra i grandi appuntamenti del florovivaismo nazionale, si svolge dal 22 al 24 giugno.

A rimarcare questa invidiabile etichetta, non solo la qualità dei vivaisti provenienti da ogni parte d'Italia, ma lo scenario naturale in cui la manifestazione si svolge. L'esposizione ha luogo, infatti, in prossimità delle rive del lago vulcanico più grande d’Europa, all'interno di una regione, la Tuscia, situata a nord del Lazio, di grande interesse dal punto di vista artistico, archeologico, storico-religioso ed enogastronomico. La mostra rappresenta un momento di grande eccellenza per la città di Bolsena, una vetrina assolutamente straordinaria per la valorizzazione del borgo storico medievale e per dare un forte slancio allo sviluppo del suo territorio dal punto di vista turistico ed economico.

A Bolsena l’esposizione avverrà lungo l'intero asse viario che va da Porta Fiorentina a P.zza Matteotti che verrà anch'essa interamente occupata dagli stand espositivi. La tradizione dell'ortensia nell’arredamento urbano della cittadina viterbese è molto antica, tanto che oggi il magnifico lungolago ed altri caratteristici luoghi sono letteralmente invasi da queste piante ornamentali.

E' con l'affascinante storia del loro nome che comincia la storia delle ortensie: fu il francese "cacciatore di piante" Philibert de Commerson che nel 1771 così battezzò alcuni esemplari provenienti dalle Indie orientali in onore di Hortense de Nassau, figlia del principe di Nassau, appassionato botanico, che lo aveva accompagnato in una spedizione. Ed è sempre il loro nome, anche se stavolta quello botanico, Hydrangea, che da una gentile principessa ci conduce ad una terrificante figura mitologia, Hydra, con capelli a forma di serpente simili alle asperità presenti sopra la capsula contenente i semi di questa pianta. L'opinione più ampiamente condivisa è tuttavia quella circa la derivazione del nome Hydrangea dalle due parole greche hydros (acqua) e angeion (vaso), per la particolare forma delle capsule contenenti i semi, che assomigliano a delle piccole conche d'acqua.

Pianta antichissima, di cui si sono trovate tracce fossili collocabili in era terziaria ed in periodi successivi (oligocene-miocene), venne introdotta nei paesi europei quasi contemporaneamente, intorno alla metà del 1700. In Giappone si utilizzano i fusti di H. Paniculata per ottenere bastoni da passeggio, pipe, chiodi di legno e manici d'ombrello; mentre con le foglie giovani di H. Serrata, cotte a vapore e arrotolate a mano, si prepara una bevanda chiamata Ama-tsia (tè celeste) che veniva usata per lavare la statua del Buddha nel giorno del suo compleanno. Gli indiani Cherokee utilizzavano invece le radici di H. Arborescens nei disturbi legati ai calcoli renali, preparando decotti ritenuti in grado di rimuoverli ed alleviare il dolore dovuto alla loro emissione. A Bolsena, invece, è stato ottenuto un liquore alle ortensie, che non avrà proprietà terapeutiche ma che è assolutamente da gustare.