Nuovo stop per la pesca dello spada

Ai due mesi di divieto fissati dal 1 ottobre al 30 novembre di ogni anno, si aggiungono infatti, a partire dal primo marzo, altri trenta giorni duranti i quali non si potrà pescare, detenere a bordo e trasbordare esemplari di questa specie.

Ai due mesi di divieto fissati dal 1 ottobre al 30 novembre di ogni anno, si aggiungono infatti, a partire dal primo marzo, altri trenta giorni duranti i quali non si potrà pescare, detenere a bordo e trasbordare esemplari di questa specie.

Lo rende noto all’Ansa la Federcoopesca-Confcooperative, riportando il contenuto di un decreto direttoriale del Mipaaf diffuso venerdì scorso che rispetta quanto stabilito dalla Raccomandazione della Commissione internazionale per la conservazione dei tonni dell’Atlantico (Iccat), dove si lasciava al singolo Stato la facoltà di scegliere il periodo.

Una decisione che crea problemi agli operatori non solo per un ulteriore periodo di inattività ma sopratutto per il mancato preavviso dei tempi di attuazione del provvedimento. Secondo l’associazione, infatti, la disposizione è stata comunicata troppo a ridosso dell’inizio del fermo, creando inevitabili problemi a chi è già per mare o chi non si aspettava di dover sospendere nell’immeditato l’attività.

La Federcoopesca stima che la produzione nazionale di spada è di circa 6 mila tonnellate annue, con un prezzo finale che in questo ultimo mese è in media di 24 euro al chilo.