Nel mondo si produce più vino, crescono i Paesi extra Ue

La produzione mondiale di vino nel 2013 aumenta in modo significativo e il consumo si stabilizza con 281 Mhl di vini prodotti, il mondo vitivinicolo torna ai livelli del 2006:

La produzione mondiale di vino nel 2013 aumenta in modo significativo e il consumo si stabilizza con 281 Mhl di vini prodotti, il mondo vitivinicolo torna ai livelli del 2006:

• La Spagna registra quest'anno una produzione di vino elevata: 40 Mhl. Con 45 Mhl, l'Italia ha prodotto il 2% in più rispetto al 2012. Crescita del 7% in Francia (44 Mhl) e in Portogallo (6,7 Mhl) e del 79% in Romania (6 Mhl);

• crescita negli Stati Uniti e produzione record in Cile (12,8 Mhl) e in Nuova Zelanda (2,5 Mhl);

• Il consumo mondiale si stabilizza. Come per l'anno passato, l'evoluzione del vigneto dell'Unione europea (UE) non è più influenzata dal programma comunitario di abbandono. Tuttavia, ciò non ha determinato una stabilizzazione definitiva del vigneto comunitario. I dati disponibili indicano una possibile riduzione dei vigneti spagnoli – la Spagna è il primo paese per superficie nazionale vitata – e italiani tra il 2012 e il 2013, mentre i vigneti portoghesi, rumeni, greci e austriaci rimarrebbero stabili rispetto al raccolto precedente.

Queste prime previsioni potrebbero portare, tra il 2012 e il 2013, a una riduzione del vigneto comunitario compresa tra 10 e 20 mha. Il calo è circa due volte minore di quello di 36 mha registrato tra il 2011 e il 2012. Per diversi raccolti, il ritmo di crescita globale delle superfici piantate nell'emisfero sud e negli Stati Uniti si è ridotto rispetto a quanto era stato osservato intorno all'anno 2000, ma sembrava comunque essere rimasto complessivamente positivo sino a molto di recente. La questione del proseguimento di quest'evoluzione si pone tra il 2012 e il 2013.

Il vigneto dell'America Meridionale aveva continuato infatti a crescere tra il 2011 e il 2012 e potrebbe continuare a farlo in Argentina, in Cile e in Brasile, ma a un ritmo più lento. Le prime indicazioni provenienti dal Cile indicano una stabilizzazione del suo vigneto tra il 2012 e il 2013. Se il vigneto del Sudafrica continua lentamente a ridursi dal 2006 (alcune centinaia di ettari l'anno, tendenzialmente), le informazioni disponibili sull'evoluzione del vigneto australiano sembrano confermare che quello destinato alla vinificazione si sia in effetti decisamente ridotto tra il 2011 e il 2012 (valutazione provvisoria di – 8 mha).

Tutto lascia quindi prevedere un rallentamento della crescita delle superfici nell'emisfero sud e negli Stati Uniti, tenendo conto: – da una parte, la stabilità del vigneto nordamericano tra il 2011 e il 2012, – dall'altra, l'evoluzione in lieve crescita del vigneto neozelandese tra il 2012 e il 2013. Allo stesso modo, se il ritmo di crescita del vigneto cinese (in particolare destinato alla vinificazione) continua a diminuire, o si stabilizza, e se la riduzione del vigneto turco prosegue, tra il 2012 e il 2013 il vigneto mondiale dovrebbe diminuire, sebbene meno velocemente rispetto a quanto avvenuto tra il 2011 e il 2012, in particolare sotto l'influenza prevedibile del rallentamento dell’erosione del vigneto comunitario.

Ipotizzando una variabilità del 10% del livello del raccolto 2012 dei paesi non monitorati nel corso del 2013, queste informazioni portano a suggerire una produzione mondiale di vini nel 2013, esclusi succhi e mosti, compresa tra 276,5 e 285,4 milioni di ettolitri (281,0 Mhl a metà della forchetta di stima). L’evoluzione relativa 2013/2012 è quindi molto evidente, compresa tra +7,1 e +10,5% e quindi, in media, in netto aumento di quasi 23 Mhl rispetto alla produzione vinificata del 2012, della quale bisogna tuttavia ricordare il livello estremamente modesto (livello provvisorio: 258,3 Mhl).

È necessario tornare al 2006 per ritrovare un livello di produzione equivalente (282,6 Mhl), quando la superficie del vigneto mondiale era di 7799 mha, ossia 300 mha in più della superficie prevista per il 2013. Nell’UE, dopo cinque raccolti modesti consecutivi (dal 2007 al 2011 ambi inclusi) e un raccolto 2012 eccezionalmente scarso, la produzione di vino 2013 può essere considerata relativamente elevata, tenuto conto in particolare della recente riduzione della superficie del vigneto comunitario. In effetti, le stime dei principali paesi produttori europei risultano in crescita, a volte molto significativa, rispetto a quelle del 2012.

Questo è particolarmente il caso della Spagna, dove con 45,5 Mhl di vini, succhi e mosti, la produzione vinificata dovrebbe essere particolarmente elevata e situarsi intorno ai 40 Mhl; l’incertezza riguarda la quantità di succhi e mosti, che tornerebbe al livello abituale compreso tra 5 et 6 Mhl. Pertanto, l’aumento della quantità vinificata sarebbe pari al 23% rispetto alla scarsa produzione del 2012. Ma il recupero relativo più significativo si registra in Romania dove, dopo tre raccolti molto scarsi, il paese ritroverebbe nel 2013 un livello di produzione più consono al suo potenziale di produzione, avvicinandosi ai 6 Mhl, ossia +79%/2012.

In Francia, sebbene la produzione vinificata 2013 rimanga modesta, superando leggermente i 44 Mhl, si registra comunque una crescita del 7% rispetto alla produzione molto scarsa del 2012 (41,2 Mhl). Anche il Portogallo registra una crescita del 7% nel periodo, ma rispetto a una produzione vinificata 2012 "normale", che gli consente di produrre 6,7 Mhl. L’Italia, che ha infine registrato nel 2012, contrariamente alle previsioni iniziali, una produzione vinificata in leggera crescita rispetto a quella del 2011, conosce anche nel 2013 una crescita della produzione vinificata annuale del 2%, produzione di vini che dovrebbe quindi avvicinarsi ai 45 Mhl. Altrove nell’UE si può notare che la Germania mantiene la sua produzione a un livello prossimo ai 9 Mhl, mentre la Grecia registra una produzione medio-forte raggiungendo i 3,7 Mhl.

La Croazia, 28º Stato dell’Unione europea, raggiungerebbe nel 2013 1,4 Mhl. Di conseguenza, la produzione complessiva dell'UE a 28 (includendo le produzioni dei paesi produttori molto piccoli dell'Unione, non considerati nell’allegato), valutata a metà della forchetta di stima 163,9 Mhl esclusi succhi e mosti, registra una crescita sensibile (di 16,0 Mhl, ossia +11%) rispetto alla produzione molto modesta del 2012 (147,9 Mhl: risultato provvisorio).

Si tratta di un livello di produzione vicino a quello del 2009 (164,9 Mhl). Fuori dall’UE, tra 2008 e 2012, si constata un livello complessivo di produzione vinificata abbastanza stabile. La produzione vinificata 2013 segna una rottura e si ascriverebbe in netta crescita pari a quasi 7 Mhl (+9,5%/2012), l'insieme dei paesi considerati registra una crescita della produzione, esclusi succhi e mosti, rispetto all'anno passato. Gli Stati Uniti registrerebbero una produzione di vini 2013 in netta crescita, in particolare in California, rispetto alla produzione media del 2012, avvicinandosi ai 22 Mhl (rispetto ai 20,51 Mhl: dati provvisori 2012)3.

In America del Sud, sebbene il Brasile sembri registrare per il secondo anno consecutivo una produzione modesta, nuovamente inferiore a 3 Mhl, l’andamento è in crescita:

– il Cile avrebbe raggiunto un nuovo record con 12,8 Mhl, verosimilmente come conseguenza dell'entrata in produzione delle piantagioni recenti, che già si era fatta notare nel 2012,

– in Argentina si registra una produzione vinificata di 15 Mhl che segue il raccolto modesto del 2012 (ricordiamo: 11,8 Mhl, ossia +27%).

Per quanto riguarda l’Oceania, la produzione 2013 in Nuova Zelanda segna un nuovo record avvicinandosi ai 2,5 Mhl, mentre in Australia, la cui stima si basa sulla produzione di uva e su un rendimento medio dei succhi, la produzione 2013 potrebbe raggiungere i 13,5 Mhl, in crescita sensibile rispetto al 2012. Se si confermasse che questo risultato è stato ottenuto in seguito a una riduzione significativa del vigneto tra il 2011 e il 2012, il livello di produttività potrebbe essere considerato come importante, mostrando quindi una rottura rispetto al periodo 2009-2011, in cui nessuna produzione vinificata aveva raggiunto i 12 Mhl. Il Sudafrica otterrebbe una produzione vinificata 2013 di 11 Mhl (vini distillati e vini per brandy inclusi), ossia +3,8%/2012.

In questo periodo dell'anno non si dispone ancora di dati definitivi sul livello di consumo dei mercati. Si deve pertanto ricorrere a una proiezione del livello di consumo mondiale sulla base della tendenza osservata nella domanda a partire dalla seconda metà degli anni ’90, considerando due scenari. Questo esercizio si espone a incertezze che tengono conto dell'influenza sul settore della crisi economica mondiale iniziata nel 2008 e la cui conclusione non è evidente.

Inoltre, gli scarsi volumi di produzione del 2012 hanno potuto esaurire alcuni canali di approvvigionamento di vini, rendendo difficile un ritorno alla crescita del consumo a partire dal 2013, così come si era intravisto dalla tendenza 2010-2011. Queste evoluzioni portano a inquadrare il consumo mondiale di vino nel 2013 tra 238,4 e 252,1 Mhl. Pertanto, considerando una valutazione del livello del consumo mondiale di vino per il 2013 compresa tra 238,4 e 252,1 Mhl, sarà possibile inquadrare l'ampiezza della differenza “produzione – consumo”. Nel 2013 questa dovrebbe situarsi a un livello nuovamente superiore, per la prima volta dal 2007, alle necessità stimate per usi industriali, livello nettamente superiore a metà della forchetta di stima (con 35,7 Mhl) rispetto a quello provvisorio del 2012 (15,2 Mhl).