Napoli, convegno sul futuro “biodegradabile”

NAPOLI – La necessità di ridurre l’inquinamento è una priorità per l’uomo del ventunesimo secolo. Ne sono convinti i promotori del convegno sul tema della biodegradabilità quale soluzione ecocompatibile per il pianeta, che ha avuto luogo venerdì 18 febbraio all’Holiday Inn di Napoli.
Il 2011, grazie anche all’introduzione di nuove normative nazionali, rappresenta per gli addetti ai lavori l’anno del cambiamento e delle opportunità, del rilancio economico nel segno della eco sostenibilità.
Per questo, introdotti dal giornalista ed esperto di marketing Dante Ruscello, hanno discusso delle nuove frontiere delle rivoluzioni scientifiche e delle loro applicazioni numerosi nomi noti del settore a partire dal professore Cosimo Carfagna, direttore dell’istituto di chimica e tecnologia dei polimeri del Cnr e professore ordinario di fondamenti di chimica delle tecnologie all’università “Federico II”.
L’assessore all’ambiente del Comune di Napoli, Rino Nasti, ha ricordato come Napoli sia stata “la prima città del Meridione a dotarsi di una normativa per il biodegradabile, prima ancora che diventasse cogente su tutto il territorio nazionale, ed oggi stiamo affiancando le imprese locali nel loro percorso di conversione. In una realtà come la nostra, in cui quello dei rifiuti rappresenta un problema all’ordine del giorno, è importante che certe sigle di cui leggiamo sui giornali inizino ad apparire anche sulle etichette dei prodotti che troviamo, ad esempio, al supermercato – ha concluso Nasti.
Il manager della AT&Service, Vincenzo Chianese, ha ricordato l’apporto della propria azienda nel campo della biodegradabilità. “Buste di plastica, piatti e bicchieri, involucri vari, ma anche gli stessi sacchetti comunemente utilizzati per trasportare la spazzatura è un mondo di oggetti che quotidianamente dovrebbero far parte della raccolta differenziata, ma che, grazie ai nuovi additivi proposti dalla nostra azienda campana, nel futuro prossimo potranno fare parte dell’umido ed essere velocemente scomposti in discarica e nell’atmosfera – ha spiegato Chianese, manager della AT&Service, che distribuisce in tutto il Sud Europa l’EcoPure, additivo biodegradabile che usato nella misura minima dell’1% in aggiunta al polimero, permette al prodotto in plastica di essere demolito qualora sia collocata in un ambiente ricco di microbi, come ad esempio una discarica o un compost. Un prodotto “dal grande futuro”, come ha precisato Chianese, “che piace ai consumatori poiché oltre ad essere conveniente, allo stesso tempo comporta sicurezza per il futuro dei figli, e trattandosi di un prodotto biodegradabile ai produttori perché possono realizzare prodotti che con o senza l’aggiunta di additivo presentano le stesse proprietà fisiche e resistenza alla trazione; in alcuni casi le prestazioni dei loro prodotti migliorano senza modificare le materie prime, né i processi di fabbricazione”.
A seguire, è stata quindi la volta di esponenti di Legambiente Campania, che hanno contribuire a commentare lo stato dell’arte nella regione con i dati a loro disposizione, nonché del punto di vista legale dell’avvocato Giuseppe Rocco che ha passato a sua volta in rassegna le problematiche interpretative ed applicative con riguardo alla normativa vigente in materia di imballaggi e rifiuti di imballaggi, la normativa comunitaria e nazionale, la valenza giuridica delle norme tecniche UNI EN ed i profili giursprudenziali comunitari e nazionali.
In chiusura, il life & business coach di RAM consulting Pasquale Tardino ha parlato delle nuove linee dell’ecologia della mente: il punto di partenza, cioè, è quello di arrivo.