Moria delle api: i 27 Stati non decidono sullo stop alle sostanze tossiche

Dopo un primo nulla di fatto neanche ieri, 29 aprile, i 27 Stati membri dell'UE sono riusciti a decidere se pronunciarsi a favore o contro la proposta della Commissione europea di mettere al bando tre sostanze (clothianidin, imidacloprid e thiamethoxam) indicate come principali responsabili della moria delle api nel vecchio continente.

Dopo un primo nulla di fatto neanche ieri, 29 aprile, i 27 Stati membri dell'UE sono riusciti a decidere se pronunciarsi a favore o contro la proposta della Commissione europea di mettere al bando tre sostanze (clothianidin, imidacloprid e thiamethoxam) indicate come principali responsabili della moria delle api nel vecchio continente.

In mancanza di un'indicazione precisa, la Commissione annuncia quindi di voler andare avanti con l'obiettivo di vietare i pesticidi a partire dal prossimo 1 dicembre. A votare a favore della proposta sono stati 15 paesi, 8 contrari tra i quali l'Italia, e 4 astenuti. "Nonostante una maggioranza di Stati sostenga la nostra proposta – spiega il commissario alla Salute Tonio Borg – non si è raggiunta la maggioranza qualificata.  La decisione ora spetta alla Commissione: visti i rischi per la salute delle api riconosciuti dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), andremo avanti con l'iter nelle prossime settimane".

Le api, ricorda Bruxelles, sono "vitali per il nostro ecosistema e contribuiscono per oltre 22 miliardi all'anno all'agricoltura europea". Le restrizioni proposte riguardano l'uso di 3 neocotinoidi per il trattamento dei terreni, dei semi e delle foglie di piante e cereali. Assosementi, l'associazione che rappresenta l'industria sementiera in Italia, sottolinea il pericolo per l'agricoltura europea, nel caso in cui il Comitato d'appello optasse in futuro per una misura sospensiva. "L'ipotesi di un divieto all'uso di questi principi sulla concia penalizzerebbe le nostre produzioni e la nostra operatività – commenta Paolo Marchesini, Presidente di Assosementi – soprattutto alla luce degli sforzi compiuti finora per innalzare il livello tecnologico della concia industriale nei nostri stabilimenti. Una recente indagine di ESA (European Seed Association) realizzata tra le aziende sementiere tedesche e francesi evidenzia come sia possibile controllare effettivamente le polveri residue sulle sementi conciate rispettando i limiti dell'industria: 0,75 g / 100.000 semi per il mais e 0,5 g / 700.000 semi per il colza.

"Inoltre in Europa procede a gonfie vele lo standard europeo di sicurezza e qualità della concia delle sementi (ESTA), al quale già molte aziende sementiere hanno aderito – aggiunge Marchesini. Eradicare questi principi senza un'attenta ed approfondita analisi scientifica è quindi una manovra azzardata, specialmente laddove manca l'appoggio della gran parte dei Paesi europei. E' senz'altro necessario dunque un approfondimento scientifico rigoroso sul tema da parte degli organismi europei, per evitare che la nostra agricoltura perda una grande opportunità".

"Se sono nocivi vanno banditi. Niente tentennamenti, tanto in Italia quanto in l'Europa". E' questo invece il commento di AIAB al bando temporaneo dell'Unione Europea di 3 pesticidi riconosciuti a livello scientifico come altamente nocivi per la salute delle api. "Apprezziamo l'iniziativa della Commissione, ma la situazione richiede una nettezza che non ammette continue proroghe – ha dichiarato Alessandro Triantafyllidis, presidente di AIAB – Si proceda con una decisione chiara che metta definitivamente al bando sostanze pericolose tanto per le api che per l'intero ecosistema".