Molise, riunione dei comitati spontanei agricoli d’Italia

LARINO (CAMPOBASSO) – Agricoltura in crisi e a Larino, cittadina molisana celebre per l’olio, si riuniscono i comitati spontanei d'Italia.

LARINO (CAMPOBASSO) – Agricoltura in crisi e a Larino, cittadina molisana celebre per l’olio, si riuniscono i comitati spontanei d'Italia.

Delegazioni di comitati di agricoltori sono giunti dal Nord come dal Sud per discutere sul tema “Esdebitazione e rilancio dell'aziende agricole”. Al centro dei lavori, in particolare, la legge 111 del 15 luglio 2011 che introduce un importante contributo alle aziende in difficoltà, appunto la cosiddetta legge sull'esdebitazione.

Consente alle aziende che versano in condizioni debitorie di ridurre il debito e ratealizzarlo a lungo termine. Le aziende agricole in difficoltà sono quasi il 60% del totale, con una forte accentuazione nel Mezzogiorno. Le cifre sono state analizzate dai relatori dell'incontro, con dati e documenti alle mani. In particolare ci si è soffermati sul fatto che i prodotti ortofrutticoli, venduti a pochi centesimi di euro al chilo alla base della filiera, costano 15-20 volte tanto al consumatore. Altro tema al tappeto è il patto bilaterale tra Stato italiano e Paesi del nord Africa che consente di importare prodotti ortofrutticoli freschi.

Sulle quote latte i carabinieri hanno accertato vicende da capogiro. Ad esempio, vacche che producevano per oltre 80 anni, produzioni di 300 quintali di latte annuo. Numeri che sono fuori da ogni logica, che hanno causato la chiusura di grandi e piccole aziende zootecniche e arrecato danni a tutti i cittadini italiani. Tante sono le distorsioni del sistema, che hanno portato l'agricoltura al disastro. Tra i principali responsabili ci sono proprio le più grandi organizzazioni di categoria, secondo molti produttori intervenuti.

Per Domenico Zeoli, organizzatore molisano dell'evento, c'è un disegno dei grandi poteri finanziari per far cadere l'agricoltura in poche mani, perché il vero affare dei prossimi anni è proprio il cibo. Nel 2050 ci saranno su questo pianeta oltre 10 miliardi di esseri umani, con a disposizione una superficie coltivabile pari alla metà di quella attuale. Tutto, come emerge anche dal censimento, finisce nelle mani delle multinazionali che organizzano, omologano, pianificano in modo “più razionale e più semplice”.

Addio alla biodiversità e alle ricchezze delle comunità locali, quindi. Danilo Calvani presidente dei Comitati riuniti agricoli (Cra) di Latina, giunto con una nutrita delegazione, dopo aver illustrato le opportunità che la legge ha messo a disposizione e aver ringraziato l'attuale ministro dell'Agricoltura, Saverio Romano, non solo per aver emanato una legge che se non è la soluzione di tutti i problemi, è un passo importante e incoraggiante, per oltre un milione di aziende, ma soprattutto per aver "scoperchiato" un sistema come Agea, commissariandola a pochi mesi dal suo insediamento.

Giuseppe D'Angelo, da Agrigento, ha portato l'esperienza dei comitati siciliani e il loro impegno per portare reddito nelle imprese agricole attraverso le energie rinnovabili. “Il terreno conquistato dai miei avi, il sole o il vento dei nostri luoghi non va regalato a soggetti estranei al territorio, ma deve fornire risorse a supporto delle aziende agricole per continuare a produrre alimenti sani e sicuri e non speculazione e ricchezze a pochi approfittatori”.

Questo il succo del suo articolato intervento rivolto a una platea attenta e interessata. Il dibattito dei partecipanti è stato lungo e approfondito. Sono emerse le grandi difficoltà e soprattutto lo stupore di notizie rassicuranti che le grandi organizzazioni di categoria emanano, vedi giovani che crescono in agricoltura, crescita del reddito e altre autentiche menzogne che hanno solo lo scopo di nascondere le malefatte di un sistema malato e corrotto. Dal Molise, insomma, parole chiare e dirette.