Marche, cosa fare durante la Pasqua

In occasione delle celebrazioni di Pasqua, la Regione Marche – nominate da Lonely Planet Best in Travel 2020, al secondo posto tre le dieci migliori al mondo e unica destinazione italiana in classifica – si anima su tutto il territorio come un palcoscenico teatrale grazie alle tante, tantissime rappresentazioni, processioni e feste popolari sia religiose che laiche.

In occasione delle celebrazioni di Pasqua, la Regione Marche – nominate da Lonely Planet Best in Travel 2020, al secondo posto tre le dieci migliori al mondo e unica destinazione italiana in classifica – si anima su tutto il territorio come un palcoscenico teatrale grazie alle tante, tantissime rappresentazioni, processioni e feste popolari sia religiose che laiche. Un cartellone molto ricco che popola piazze, borghi e chiese dell’intera regione che richiamano ogni anno molto pubblico e fanno rivivere il dramma sacro della Passione, Morte e Resurrezione di Cristo, ma anche il ritorno della primavera come stagione di rinascita della natura e del raccolto.

In concomitanza con queste rievocazioni non possono mancare gli assaggi dei piatti tradizionali del periodo e del luogo, ma anche l’opportunità di conoscere nuovi angoli del territorio, complice qualche giornata di vacanza.

RAPPRESENTAZIONI SACRE

PROVINCIA DI PESARO URBINO

Cantiano e la rievocazione de “La Turba”

Nella provincia di Pesaro-Urbino da visitare Cantiano, borgo medievale in cui il Venerdì Santo va in scena ”la Turba”, una suggestiva rievocazione della Passione del Cristo che coinvolge il centro del paese. Il nome “turba”, forse collegato al passo del Vangelo dedicato a “Gesù (che) predicava alle turbe”, si riferisce alle tante persone che nel XIII secolo invocavano in processione l’aiuto di Dio e della Madonna per porre fine ad una vita di miseria, continue guerre e carestie.

La “turba", tra messe, canti, preghiere, sfilate e tamburi, si anima coinvolgendo tutto il paese.

La giornata del venerdì inizia presto con il rito delle “sette chiese”, una particolare processione che ha la funzione di svegliare tutti gli abitanti del paese e richiamarli alla preparazione delle celebrazioni, ma è dalle 20 che prende vita la rappresentazione dei vari momenti della passione del Cristo che termina a tarda sera con la Resurrezione.

La processione del Cristo Morto di Cagli

Altra rappresentazione sacra da non perdere è a Cagli, dove si celebra la Processione del Cristo Morto: una manifestazione religiosa dal sapore medievale che raccoglie oltre 400 figuranti delle varie confraternite, vestiti di tuniche, scalzi e incappucciati, che percorrono le vie del paese alla luce delle fiaccole. Nessuna voce, tanto silenzio interrotto dalla musica dei tamburi: uno spettacolo di grande impatto emotivo. 

Cagli

PROVINCIA DI ANCONA

A Loreto con “La Morte del Giusto” e il Giubileo Lauretano

Nella provincia di Ancona il luogo di culto per eccellenza, quasi una meta obbligatoria, è la basilica della Santa Casa di Loreto, luogo sacro che per l’occasione della Pasqua vede lo svolgersi di celebrazioni “speciali” e che nel 2020 è anche protagonista del Giubileo Lauretano.  Nella cittadina lauretana durante la settimana santa si svolge la rievocazione storica in costume “La morte del Giusto” con centinaia di figuranti e suggestive ricostruzioni sceniche che raccontano i momenti salienti della Passione di Cristo: dal processo più clamoroso di tutti i tempi nel piazzale della parrocchia di S. Flaviano, passando per la Via Crucis lungo la via principale di Villa Musone, fino al Calvario a metà del colle lauretano.

Il barocco a Senigallia con la Chiesa della Croce

Durante le vacanze pasquali tappa d’obbligo è passare a Senigallia e visitare la Chiesa della Croce, piccolo gioiello barocco, ricco di storia arte e religiosità, su tutto spicca la pala d’altare dipinta dal Barocci che rappresenta Gesù morto portato al sepolcro e, in un altare laterale, la Crocifissione del Ridolfi. Nella chiesa, sede della confraternita dei Crocesegnati, si trova anche un frammento della Santa Croce conservato in un’urna d’argento.

Sotto l’altare maggiore è racchiuso il simulacro del Cristo Morto, che viene esposto il giorno del Venerdì Santo per poi essere portato in processione insieme al reliquiario della Santa Croce.

Altro gioiello è l'organo del 1775 costruito da Gaetano Callido e tuttora usato nei concerti.

La processione del Cristo morto a Ostra

Per chi volesse immergersi ancora di più nell’atmosfera Pasquale può andare ad Ostra, comune nell’entroterra Senigallia, che ha una tradizione secolare che si rinnova ogni venerdì santo, anno dopo anno, con la processione del “Cristo morto” che viene accompagnato nelle strade del paese su un catafalco: unica illuminazione le candele dei fedeli in processione, lumini alle finestre delle case e torce lungo le vie. Il silenzio rotto solo al passaggio della banda cittadina e dalle preghiere delle varie confraternite che si susseguono nel corteo. Suggestivi i “sacconi” della confraternita del Sangue Giusto con la loro tunica violacea che trasportano il “catafalco” e lo accompagnano portando gli oggetti dei misteri della passione di Gesù, mentre la statua della Vergine Addolorata è circondata dalle “pie donne” vestite di nero con le loro candele gocciolanti.

PROVINCIA DI MACERATA

Porto Recanati e la “Bara de Notte”

Nella provincia di Macerata, sul mare, a Porto Recanati si svolge dal medioevo una processione del Venerdì Santo detta la “Bara de Notte”. Dodici pescatori scalzi, detti “sciabegatti” (da “sciabega” cioè “rete da pesca” in dialetto), percorrono le stazioni della Passione portando la “bara” in processione, una macchina di legno alta cinque metri, che richiama il sepolcro di Cristo e i cui segreti di montaggio sono custoditi da un unico artigiano che li tramanda negli anni.

Mogliano

Il centro di Mogliano, ogni Venerdì Santo, rivive le ultime ore della vita di Gesù con la rievocazione della Passione. Soldati romani a cavallo e fanti compongono la rappresentazione, a cui si aggiunge anche la processione religiosa della Bara del Cristo Morto.

Tolentino e la Passione nella Contrada Bura

A Tolentino va in scena la Passione di Cristo nella Contrada Bura: le suggestive colline fanno da teatro naturale alla sacra rappresentazione popolare che ravviva la memoria, suscita riflessione, coinvolge la mente e il cuore.

Mogliano

PROVINCIA DI FERMO

Monterubbiano e Monte San Pietrangeli

In provincia di Fermo due sono gli appuntamenti: a Monterubbiano con la solenne Processione del Cristo Morto, che risale a prima del 1300, si organizza solo negli anni pari e ha inizio alle 15, con la bara del Cristo Morto decorata con velluti pregiati e poggiata su un carro artistico realizzato su tre livelli. A Monte San Pietrangeli va in scena un vero e proprio spettacolo teatrale, ma dalle vesti religiose che si conclude comunque con la processione dell’antica bara del Cristo Morto, accompagnata dagli “svegliarini” e dagli oltre 250 figuranti.

PROVINCIA DI ASCOLI PICENO

Il Cavallo di fuoco a Ripatransone

Nella provincia di Ascoli Piceno la Passione di Cristo rivive in tante cittadine dove le processioni e le rappresentazioni del Venerdì Santo richiamano migliaia di fedeli e turisti.

Per fare alcuni nomi: Montalto delle Marche, Monteprandone, Monsampolo del Tronto.

All’ottava di Pasqua, ossia la domenica successiva alla Pasqua, si può rivivere a Ripatransone lo storico “Cavallo di Fuoco”, rievocazione in onore della Madonna di San Giovanni, manifestazione unica in Italia che dal 1682 è il simbolo di un’antica tradizione rimasta invariata nei secoli e che vede un artificiere di Atri attraversare più volte la piazza con un cavallo, sprigionando fuochi d’artificio in tutte le direzioni.

Ripatransone

LA TRADIZIONE DI PASQUA IN CUCINA

La Pasqua marchigiana dall’antipasto al dolce è un trionfo di tradizioni contadine, familiari e religiose di un territorio ricchissimo dal punto di vista gastronomico. Ogni provincia ha le proprie tipicità tutte da scoprire, ma le parole chiave sono tre: agnello, uova, dolci di Pasqua.

Il venerdì Santo in tavola vede protagonista lo stoccafisso, la cui preparazione cambia da zona a zona con una costante, le patate di accompagnamento.

Il sabato Santo è tipica per colazione la coratella d’agnello (fegato, cuore e polmoni), cotta in padella con olio, rosmarino e cipolla, spruzzata con il succo di limone e servita molto calda.

La domenica di Pasqua per colazione c’è la frittata, con la “mentuccia”, una ricetta della parte montana delle Marche, che secondo la tradizione viene bagnata con un po’ di acqua benedetta e in alcune zone la “mentuccia” è sostituita dagli asparagi o dalla vitalba. Non può mancare la Pizza di Pasqua o Pizza con il formaggio – tipica pietanza pasquale diffusa in tutta la regione – una sorta di panettone salato – a base di formaggio.

A pranzo poi il “panbollito di Pasqua”, che viene preparato facendo un sugo con olio, aglio, prezzemolo, pomodoro spezzettato o passata e l’agnello a piccoli pezzi. In una pentola bassa e larga vengono disposte le fette di pane alternate alla pizza di Pasqua, e ogni strato viene bagnato con brodo, sugo e uova sbattute con il formaggio grattugiato, da servire molto caldo.

Tra i dolci al primo posto la caratteristica pizza dolce, incredibilmente profumato, grazie all’aggiunta di aromi naturali, canditi e uvetta sultanina.

Nel maceratese tra Loro Piceno e San Ginesio, tipico è l’agnello dolce. Pasta frolla dalla forma d’agnello con un ripieno di cioccolato, mandorle tritate, uova, zucchero e canditi; ricoperto con una glassa di zucchero a velo e albumi montati. Una ricetta custodita gelosamente delle monache fino a qualche decennio fa e oggi è patrimonio di un’artigiana di Loro Piceno, che regala ancora i suoi sapori antichi e genuini.

Il lunedì dell’Angelo il posto d’onore è per le ciambelle di Pasqua: le “vergare”, le donne di casa marchigiane, iniziavano ad impastare queste ciambelle il giorno della Passione di Cristo, le facevano riposare il sabato per poi cuocerle il giorno di Pasqua.