Mais ogm, prime reazioni internazionali allo studio francese

Non è stato deluso chi si aspettava in tempi brevi reazioni allo studio dell'Università di Caen. Tra detrattori scientifici, chi solleva dubbi sulla validità e sull'ampiezza della durata dello studio, chi difende gli ogm a prescindere, la prima reazione ufficiale concreta viene da est.

Non è stato deluso chi si aspettava in tempi brevi reazioni allo studio dell'Università di Caen. Tra detrattori scientifici, chi solleva dubbi sulla validità e sull'ampiezza della durata dello studio, chi difende gli ogm a prescindere, la prima reazione ufficiale concreta viene da est. E' di oggi la notizia del blocco delle importazioni di mais ogm della Monsanto da parte del governo russo. 

Particolarmente polemica la replica della multinazionale, secondo cui la mossa di Mosca si spiega con il fatto che la Russia è un grande esportatore di cereali ed è per questo che la proibizione sembra avere connotati commerciali più che sanitari. 

La battaglia sembra destinata ad andare per le lunghe anche perchè non si riesce a trovare un accordo sulle regole da osservare. Gli studiosi del professor Sèralini non vogliono avere a che fare con l'Agenzia europea per la siurezza alimentare (Efsa) ritenuta parziale in quanto ha già approvato gli ogm. 

Intanto il fronte anti-ogm cresce e si salda con quelle frange che vedono pericoli nella produzione di alimenti geneticamente modificati sia per l'uomo che per l'ambiente (l'impoverimento e la sterilizzazione del terreno provocato dagli insetticidi e dalle monoculture).