Made in Italy, l’olio di Puglia diventa igp

L’olio di Puglia Igp presenta grande varietà di caratteristiche sensoriali, che traggono origine dal genotipo delle sue numerose cultivar autoctone, dalle particolarità pedo-climatiche e dalle tecniche colturali ed estrattive. E’ un olio extravergine di oliva di alta qualità, con elevato tenore di polifenoli. L’Igp all’olfatto è fruttato di oliva di intensità variabile con evidenti note vegetali di erba appena sfalciata e foglia.

L’olio di Puglia Igp presenta grande varietà di caratteristiche sensoriali, che traggono origine dal genotipo delle sue numerose cultivar autoctone, dalle particolarità pedo-climatiche e dalle tecniche colturali ed estrattive. E’ un olio extravergine di oliva di alta qualità, con elevato tenore di polifenoli. L’Igp all’olfatto è fruttato di oliva di intensità variabile con evidenti note vegetali di erba appena sfalciata e foglia. Al gusto si esprime con sentori vegetali, note di amaro e piccante di intensità variabile a cui possono associarsi note di mandorla verde con un retrogusto di erba, carciofo, altri ortaggi e leggeri sentori di mandorla fresca.

Tutto il disciplinare è volto ad una produzione di alta qualità: la coltivazione degli oliveti, la molitura, la conservazione e l’imbottigliamento, e quindi tutta la filiera è impegnata e coinvolta in questa produzione olearia.

La zona di produzione della Igp comprende l’intero territorio regionale pugliese. Diverse le imprese che hanno aderito al sistema di controllo dell’Igp nell’anno 2019. Al momento risultano 348 produttori, 54 frantoi e 44 tra confezionatori e intermediari.

In via approssimativa si può stimare per la campagna in corso una potenzialità di 324.000 circa tonnellate di olive, 5.200 circa tonnellate di “Olio di Puglia” Igp. Il Regolamento di esecuzione (UE) 2019/2202 della Commissione del 16 dicembre 2019 recante iscrizione della Igp nel registro europeo delle denominazioni di origine protetta e delle indicazioni geografiche protette è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea – Serie L 332 del 23 dicembre 2019.