Made in Italy, come veicolare l’eccellenza

Solo nell’agroalimentare ogni anno vengono esportati prodotti per 42 miliardi di euro e allo stesso tempo vengono copiati prodotti per 100 miliardi di euro, utilizzando il marchio Made in Italy o facendo riferimenti, illeciti, al nostro Paese.

Solo nell’agroalimentare ogni anno vengono esportati prodotti per 42 miliardi di euro e allo stesso tempo vengono copiati prodotti per 100 miliardi di euro, utilizzando il marchio Made in Italy o facendo riferimenti, illeciti, al nostro Paese. Su tale premessa il ministro Bellanova ha costruito il suo intervento al convegno  “Consorzi e Made in: come veicolare l’eccellenza”, tenutosi al Mipaaf nell’ambito del progetto #iostocolmadeinitaly, la campagna ideata e creata dal massmediologo Klaus Davi che propone al centro dell’agenda politica il Made in Italy, con lo scopo di dar vita ad una legge che tuteli l'eccellenza italiana.

“Con le imitazioni perdiamo tanta ricchezza – ha spiegato la Ministra – che invece potrebbe essere investita nelle nostre imprese. Dobbiamo intervenire sulla normativa, sugli strumenti, sulla logica dei dazi dannosa per il nostro Paese ma soprattutto sulla comunicazione. Ai dazi americani infatti intendiamo rispondere con una grande campagna di comunicazione, negli USA e nei Paesi dove si possono permettere il costo del Made in Italy, per parlargli della bontà del medesimo. Con i dazi le nostre imprese stanno pagando un prezzo ingiusto per colpe che non hanno – ha insistito – e con questo progetto di comunicazione voglio parlare ai cittadini americani, spiegando loro che l’aumento dei dazi non fa solo un danno economico ai Paesi che ne vengono coinvolti, ma anche ai cittadini stessi, perché li priva di prodotti di eccellenza per dare spazio al junk food.

Nel convegno è stata presentata la prima Banca Dati dei Consorzi Italiani, strumento a cui ispirarsi per tutelare gli interessi delle aziende italiane all’interno del prossimo Parlamento Europeo e non solo. La Banca Dati fotografa lo status quo del mondo consortile italiano: le realtà esistenti ad oggi sono circa 1.000, distribuite in tutte e 20 le Regioni e di queste ad essere specializzate nel settore agroalimentare – che comprende vini DOC e DOCG e prodotti alimentari DOP ed IGP – sono ben il 23%, così a sua volta ripartito: vino (31,23%), frutta e verdura (19,65%), formaggi e latticini (13,33%), salumi (10,18%) e olio (6,67%); la voce “altro” è al 18,95%.