Lotta alla fame nel mondo, passo avanti dell’Ifad

L’agenzia per lo sviluppo agricolo mondiale riceve il più significativo finanziamento della sua storia

Il Fondo internazionale delle Nazioni Unite per lo sviluppo agricolo (IFAD) potrà investire 3,8 miliardi di dollari nelle zone rurali del mondo. Ciò sarà possibile grazie ad un obiettivo di finanziamento senza precedenti fissato dai governi dei 177 Paesi membri in occasione dell’annuale Consiglio dei Governatori dell’IFAD.

In un momento in cui molte nazioni si trovano ad affrontare gravi sfide economiche, questa decisione mostra il ruolo chiave attribuito dai leader mondiali agli investimenti a favore di uno sviluppo rurale efficace di lungo periodo per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Questa convinta fiducia aumenta in modo significativo la capacità dell’IFAD di affrontare i devastanti effetti socio-economici del COVID-19 e dei cambiamenti climatici. Con finanziamenti di un’entità senza precedenti, nei prossimi tre anni l’IFAD raggiungerà circa 140 milioni di persone nelle aree più fragili e remote del mondo.

Queste somme, assieme all’espansione del pionieristico programma di adattamento ai cambiamenti climatici (ASAP+) dell’IFAD, al nuovo programma di finanziamento del settore privato e al cofinanziamento da parte di partner nazionali e internazionali, permetteranno all’IFAD di puntare a realizzare un programma di lavoro 2022-2024 dell’ammontare complessivo di 11 miliardi di dollari.

«Oggi gli Stati Membri dell’IFAD hanno detto chiaramente che il destino dei poveri e di chi soffre la fame è importante e conta. Siamo tutti uniti nella nostra battaglia contro le conseguenze della pandemia da COVID-19 e di un clima in rapida evoluzione, ma nessuno sente quegli effetti devastanti più profondamente delle popolazioni delle aree rurali nei paesi più poveri del mondo», ha spiegato il presidente dell’IFAD Gilbert F. Houngbo.

E ha aggiunto: «Investire nella sostenibilità e costruire una resilienza a lungo termine costa meno che rispondere alle ripetute emergenze umanitarie. Per questo motivo esistono gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e il maggiore impegno nei confronti dell’IFAD annunciato oggi è un passo importante per poterli realizzare. I finanziamenti promessi finora dimostrano che gli Stati Membri IFAD sono determinati a sradicare povertà e fame e confidano nell’impatto positivo del lavoro dell’IFAD».

Sessantasette Paesi hanno già annunciato nuovi impegni per un totale di oltre 1,1 miliardi di dollari destinati alla dodicesima ricapitalizzazione del fondo (IFAD12), un processo in cui gli Stati Membri definiscono le priorità strategiche e impegnano fondi per finanziare il lavoro dell’organizzazione nel triennio 2022-2024. Altre promesse di contribuzione sono attese durante il 2021.

In una nota congiunta che annuncia il loro forte sostegno al fondo, i Governi di Germania e Francia hanno motivato la loro decisione: “Poiché il piano IFAD12 è ambizioso e necessario per sconfiggere la povertà rurale in questo momento critico – si legge nel documento – il Governo tedesco e il Governo francese hanno entrambi deciso di aumentare significativamente il loro sostegno finanziario all’IFAD. Esortiamo tutti gli Stati Membri a unirsi a noi nel dare il loro ambizioso contributo”.

L’IFAD è l’unica istituzione finanziaria in cui un alto numero di Stati Membri – di solito più di 100 – contribuisce volontariamente al suo finanziamento di base. Tra di essi alcuni dei Paesi più poveri del mondo sono stati l’anno scorso tra i primi ad annunciare la loro intenzione di contribuire, evidenziando così il valore che attribuiscono alla partnership con l’IFAD ed esercitando in questo modo adeguata pressione sui donatori tradizionali affinché incrementino i loro finanziamenti.

Molti dei principali donatori dell’IFAD hanno annunciato la loro intenzione di contribuire in modo ancora più consistente che in passato. Gli Stati Uniti, storicamente il principale donatore dell’IFAD, hanno impegnato 129 milioni di dollari, con un aumento del 43 per cento rispetto al precedente finanziamento sottolineando il ruolo dell’IFAD quale “partner efficace nel riunire i donatori in un contesto multilaterale per avere un impatto sull’ l’estrema povertà delle popolazioni delle aree rurali”.

L’aumento degli impegni per i prossimi tre anni è stato annunciato oltre che dalla Francia (106 milioni di dollari – più 50 per cento rispetto al passato), dall’Italia (96 milioni di dollari – più 45 per cento rispetto al passato), Svezia (87,3 milioni di dollari – pari ad un ulteriore 60 per cento in corone svedesi) e Irlanda (14,3 milioni di dollari – più 66 per cento rispetto al passato). Anche Finlandia e Norvegia si sono impegnate per un ammontare del 40 per cento in più in valuta nazionale, mentre Cina, Paesi Bassi, Giappone e Canada hanno assunto impegni significativi rispettivamente di 101 milioni di dollari, 85 milioni; 82,9 milioni; 57,3 milioni e 55,5 milioni.

Anche altri Paesi, tra cui Cambogia, Laos, Madagascar, Mauritania, Pakistan e Filippine, hanno annunciato contributi più alti del passato, così come hanno fatto già nel 2021 il Burkina Faso, la Costa d’Avorio, il Gambia, la Grecia, il Lussemburgo, il Mali, la Repubblica Democratica di São Tomé e Príncipe, Sierra Leone e Uganda. Haiti ha annunciato un impegno di oltre il doppio del suo ultimo contributo, risalente al 2013; mentre la Somalia ha annunciato il suo primo impegno dopo trent’anni.

Come parte del piano IFAD12, gli Stati Membri hanno accettato di finanziare una nuova strategia di sostenibilità del debito per garantire che i Paesi gravati da debiti possano continuare a ricevere finanziamenti a fondo perduto dall’IFAD.

Gli Stati Membri hanno inoltre concordato che almeno la metà dei finanziamenti ricevuti sosterrà progetti di sviluppo rurale nell’Africa sub-sahariana, e più di un quarto sarà incanalato verso paesi colpiti da conflitti o che si trovano in altre situazioni di difficoltà.

Almeno il 40 per cento sarà investito per affrontare le sfide climatiche, contribuendo al raggiungimento dell’Accordo di Parigi e assicurando che più finanziamenti per il clima raggiungano i piccoli agricoltori. Investimenti per i giovani e per la creazione di posti di lavoro nelle aree rurali saranno priorità inderogabili.

L’approccio incentrato sulle persone messo in campo dall’IFAD rispetto allo sviluppo rurale favorisce la “crescita dal basso” con investimenti a livello di comunità nelle piccole e medie imprese, nei piccoli produttori e nell’economia rurale non agricola. Gli investimenti IFAD hanno dimostrato di promuovere la prosperità, la sicurezza alimentare e la resilienza ai cambiamenti meteorologici estremi, disastri naturali, aumenti dei prezzi e altri sconvolgimenti come la pandemia di COVID-19 che possono successivamente condurre a crisi umanitarie.

A partire dal 2022, l’IFAD implementerà un business model rafforzato che incorpora le lezioni apprese dalla pandemia del COVID-19 per garantire che gli investimenti del Fondo aiutino le popolazioni rurali a sostenere i progressi ottenuti e a ricostruire mezzi di sussistenza migliori, più forti e più resistenti a questa e ad altre eventuali crisi future.

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