L’Inea propone il mercato volontario

L’IneaIstituto Nazionale di Economia Agraria – ha recentemente organizzato presso la propria sede, un convegno sul “Mercato volontario per la compensazione della CO2: Opportunità per il settore agro-forestale” .

Gli argomenti del convegno sono stati, in primo luogo, l’approfondimento del ruolo degli Accordi Volontari, considerando soprattutto gli investimenti inerenti al settore forestale per ridurre le emissioni di CO2 e altri gas clima – alteranti e, in secondo luogo, la possibilità di rafforzare il Mercato Volontario dei Crediti di carbonio in Italia.

È stato, inoltre, presentato il progetto Carbonmark che coinvolge due regioni del nord Italia: il Friuli Venezia Giulia e il Veneto. L’obiettivo di Carbonmark è quello di promuovere un mercato locale dei crediti di carbonio per rintracciare strategie comuni nella lotta al cambiamento climatico. Il mercato propone lo scambio di crediti di carbonio per ridurre le emissioni di gas serra e questi crediti saranno prodotti da attività locali e non in altri paesi. È possibile compensare i “crediti di carbonio” attraverso due mercati paralleli: il mercato “regolamentato”, il cui funzionamento è definito da una normativa nazionale che assegna il livello di riduzione di emissione da raggiungere e ne permette la vendita per il raggiungimento dell’equilibrio; e il mercato “volontario” dove vengono scambiati volontariamente crediti di carbonio acquisiti soprattutto da imprese agroforestali.

Lo scambio di crediti coinvolge ad ampio raggio le attività agro-forestali come la gestione forestale, i prodotti legnosi, la forestazione urbana, il biochar. In questa fattispecie, osserviamo il determinante ruolo del settore agroforestale nella riduzione di CO2 nell’atmosfera. Un percorso che soprattutto l’Italia, rispetto agli altri paesi europei, deve impegnarsi a seguire per raggiungere gli obiettivi del Protocollo di Kyoto e quindi arrivare – entro il 2012 – ad una diminuzione del 6,5% delle emissioni di gas serra rispetto al 1990.

Un traguardo che, al momento della firma del Protocollo, ben pochi pensavano raggiungibile ma aiutato, secondo i sondaggi della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, da 3 fattori principali: la crisi economica, l’aumento di energia prodotta dalle fonti rinnovabili e l’aumento dell’efficienza energetica.

Una volta raggiunto, nel 2012, l’obiettivo di Kyoto, il governo italiano, dovrebbe continuare ad attuare questa politica “volontaria” verso il patrimonio forestale e territoriale per contribuire sempre di più, ed in maniera consapevole,  al “benessere” atmosferico.