Legname, non si ferma il commercio illegale

L'Italia è indietro in Europa nella lotta contro l'import del legname illegale, pur essendo uno dei mercati più importanti al mondo per il commercio del legno.

L'Italia è indietro in Europa nella lotta contro l'import del legname illegale, pur essendo uno dei mercati più importanti al mondo per il commercio del legno. A bocciare il Belpease è l'ultima pagella pubblicata da Bruxelles sull'attuazione del regolamento comunitario ad hoc entrato in vigore l'anno scorso, che vieta il commercio di legname fuorilegge tramite il controllo del possesso di tutti i prodotti in arrivo di un "certificato d'origine" legale.

Gli obblighi previsti dal regolamento Ue sono sostanzialmente tre: la designazione delle autorità competenti, la redazione delle regole sulle sanzioni applicabili in caso di infrazione e un adeguato sistema di controlli. L'Italia è ancora in fase di attuazione degli ultimi due, senza i quali il sistema messo a punto da Bruxelles per bloccare l'arrivo di legname del traffico fuorilegge, proveniente da polmoni verdi del Pianeta, non può funzionare.

Per contrastare questo florido mercato, una piaga globale che provoca deforestazione, cambiamenti climatici e perdita di biodiversità, mancati profitti per governi e comunità locali, l'Unione europea da tempo sta firmando 'accordi salva-foreste' con i principali Paesi esportatori, perché promuovano la certificazione di legalità dei prodotti. Sono in fase di attuazione quelli con Camerun, Repubblica Centrafricana, Ghana, Indonesia, Liberia, Repubblica del Congo, mentre risultano ancora in fase di negoziazione quelli con Costa d'Avorio, Gabon, Repubblica democratica del Congo, Guyana, Honduras, Laos, Malesia, Thailandia e Vietnam.