Le proposte della presidenza irlandese sulla Ocm vino

La presidenza irlandese dell'Eu ha fatto alcune proposte in tema di revisione dell'Ocm vino e in particolare dei diritti d'impianto che appaiono subito inaccettabili per gli Stati membri produttori come l'Italia. Ecco in sintesi i punti principali della proposta: 

La presidenza irlandese dell'Eu ha fatto alcune proposte in tema di revisione dell'Ocm vino e in particolare dei diritti d'impianto che appaiono subito inaccettabili per gli Stati membri produttori come l'Italia. Ecco in sintesi i punti principali della proposta: 

-un sistema di autorizzazioni concesse gratuitamente ai produttori che ne fanno richiesta (e non trasferibili);

– tempo di validità delle autorizzazioni: 3 anni, con previsione di una penalità per i produttori che non le utilizzano entro detto termine;

– la percentuale di aumento annuo in ciascuno S.M. dovrebbe corrispondere all’1% dell’area impiantata a vite al 31 Luglio dell’anno precedente (dunque con esclusione di quel potenziale che attualmente è in portafoglio). Gli S.M. potrebbero ridurre tale percentuale  (o limitarla a determinate aree), che però non può essere uguale allo zero per cento, e tale riduzione andrebbe debitamente giustificata;

– se le richieste di autorizzazione non eccedono la percentuale fissata, queste andrebbero concesse a tutti;

– in caso contrario, le autorizzazioni verrebbero concesse in questo modo: il 50% (o più) a tutti su base proporzionale, per la parte rimanente: sulla base di criteri fissati dalla commissione, e sembra che non vi sia spazio per definirne altri al livello di S.M. o Regione.

 Lo S.M. può, in via opzionale, prendere in considerazione le raccomandazioni delle Organizzazioni dei produttori. Il nuovo sistema partirebbe al 1° Gennaio 2016 ed avrebbe durata di 6 anni.

De minimis: sarebbero esentati dal sistema gli S.M. che lo erano al 31.12.2007 (senza rivedere l’attuale entità della produzione), e quelli che hanno meno di 10.000 h impiantati a vite.  I diritti in portafoglio si trasformerebbero in autorizzazioni, anch’esse della durata di 3 anni (e non si capisce se il loro mancato utilizzo sarebbe soggetto a penale).