Le Marche puntano sul bio

Le Marche vantano un forte profilo rurale: la superficie agricola utilizzata copre oltre la metà del territorio, quota che arriva quasi all’80% se si considerano le superfici aziendali nel loro complesso.

Le Marche vantano un forte profilo rurale: la superficie agricola utilizzata copre oltre la metà del territorio, quota che arriva quasi all’80% se si considerano le superfici aziendali nel loro complesso. E’ evidente, quindi, il ruolo fondamentale del settore primario nella tutela del territorio, dell’ambiente e nella preservazione del paesaggio rurale tipico marchigiano. Attualmente, i terreni biologici nelle Marche rappresentano l’11% della superficie agricola regionale, ovvero 52.000 ettari circa di SAU coltivati da oltre 2.000 aziende agricole. Le principali colture sono rappresentate per la maggior parte da varietà cerealicole, foraggere, leguminose da foraggio o da granella, che ben si prestano alle caratteristiche del terreno e assecondano la corretta rotazione colturale. 

Trasformate, a loro volta,  in una vasta gamma di tipi di pasta, perfetti per qualsiasi condimento; ma anche saporite zuppe con cereali (orzo, miglio, avena, farro) e legumi e, per la prima colazione, fiocchi di cereali, muesli e caffè d’orzo. Tutti alimenti soggetti al controllo particolareggiato di ogni fase produttiva per una tutela globale del consumatore, e coperti da certificazioni di qualità riconosciute in Italia e nel mondo.

IL PROGETTO: Nel 2007 il progetto del Consorzio Marche Biologiche riunì in un’unica filiera gli agricoltori biologici della Regione. L’esperienza di partnerariato nacque su impulso del bando regionale 2007-2013 e coinvolse sin dall’inizio cinque cooperative agrobiologiche. Oggi Con Marche Bio – promosso da Gino Girolomoni Cooperativa, Italcer, La Terra e il Cielo Cooperativa, Montebello Cooperativa e Terra Bio Cooperativa Agrobiologica – si è qualificato come realtà vincente, capace di progettare e realizzare nuove strategie comuni per rafforzare il biologico marchigiano, favorendo il miglioramento della qualità gestionale delle aziende agricole attraverso azioni specifiche. E’ stata introdotta l’informazione agli operatori della filiera, la promozione, lo sviluppo di nuovi prodotti, l’assistenza agli agricoltori in tema di certificazione, investimenti strutturali e tecnologici. Tutto ciò è stato possibile anche grazie a un percorso durato cinque anni e un piano strutturato di finanziamenti.

LE MOTIVAZIONI: «Tre sono sostanzialmente le ragioni che hanno indotto le cooperative biologiche marchigiane a intraprendere questo percorso di macrofiliera regionale – spiega Francesco Torriani, presidente di Con Marche Bio – una di carattere culturale/politica: abbiamo infatti compreso quanto sia strategica l’alleanza con i cittadini/consumatori presenti sul territorio; una di carattere tecnico/logistica: processi produttivi integrati ottimizzano il ciclo produttivo consortile, l’efficienza organizzativa, la commercializzazione finale dei prodotti; una di carattere economico/reddituale: è importante ridurre le intermediazioni commerciali per massimizzare il valore aggiunto proveniente dalla vendita del prodotto finito, così come raggiungere determinati quantitativi di prodotto per rendere sostenibili gli investimenti strutturali».

I NUMERI: Oggi la macrofiliera biologica marchigiana annovera:

-5 cooperative agrobiologiche certificate,

-300 produttori agricoli regionali,

-25.000 ettari di SAU,

-8.000 tonnellate di cereali biologici prodotti,

-35 milioni di euro di fatturato complessivo, di cui il 30% su mercato nazionale e il 70% su quello estero (Germania, Francia, USA, Giappone, Regno Unito, Australia, Israele in primis).