Le bevande alla frutta

Il consumo della frutta è fondamentale per la nostra alimentazione; in essa sono infatti contenuti sali minerali, vitamine, zuccheri e la vasta categoria delle sostanze antiossidanti a cui vengono attribuite importanti proprietà per il

Il consumo della frutta è fondamentale per la nostra alimentazione; in essa sono infatti contenuti sali minerali, vitamine, zuccheri e la vasta categoria delle sostanze antiossidanti a cui vengono attribuite importanti proprietà per il mantenimento di buone condizioni di salute ed anche la prevenzione di alcune malattie metaboliche.

La frutta, come pure la verdura, contiene,oltre agli zuccheri semplici, anche delle forme più complesse sotto forma di amidi ed altri polisaccaridi (cellulosa, pectine, ecc.). Gli amidi hanno un buon valore nutrizionale, al contrario i polisaccaridi sono molto importanti nei processi digestivi in quanto facilitano la motilità intestinale e sono anche un ottimo substrato per la flora batterica che popola il nostro apparato digerente e che è di fondamentale importanza per la produzione endogena di molti altri micronutrienti. Per facilitare il consumo della frutta esistono numerose “ricette” che possono essere elaborate direttamente nelle nostre case o, più frequentemente negli esercizi di ristorazione pubblica, sotto forma di spremute, frullati, omogeneizzati, ecc..

Questi preparati, soprattutto quando vengono consumati al bar, hanno il vantaggio di mantenere inalterate le proprietà nutrizionali della frutta e di poter essere consumati senza doverla manipolare anche se i costi sono decisamente più elevati. L’industria alimentare ha trasformato questi prodotti “artigianali” in preparati a base di frutta che noi conosciamo sia nella forma di “succhi” o come bevande gassate (soprattutto di agrumi).

Il valore di queste bevande dipende dalla quantità di frutta che essi contengono. Sono “succhi” di frutta quelli che ne contengono il 100 %; in pratica è la “spremitura” senza alcuna aggiunta di acqua. I “nettari” sono quei prodotti in cui la “spremitura” di frutta è al di sotto del 100 % e comunque superiore al 50 %. Le bevande analcoliche alla frutta sono quei prodotti in cui la “spremitura è al di sotto del 50 %. Sono infine definite bevande al gusto di frutta quelle che ne contengono quantità inferiori al 12 %.

Ci sono poi delle bevande alcoliche a cui viene aggiunta una certa quantità di succo di frutta per conferire sapori particolari e propri di alcuni cocktail. Soprattutto tra le bevande gassate non di rado si fa confusione tra quelle alla frutta e quelle che sono una miscela di acqua, zucchero (e/o dolcificanti sintetici) e vari additivi chimici quali ad esempio i coloranti, gli aromatizzanti, i conservanti. Si deve chiarire che le cole, delle diverse marche, le gassose, le cedrate ed un elevato numero di altre “etichette” non hanno nulla a che vedere con la frutta.

La produzione e la commercializzazione di queste bevande riveste un interesse in tutto il mondo e proprio per questo motivo esistono delle norme definite a livello internazionale dal Codex Alimentarius sia per evitare che vengano messe in commercio bevande potenzialmente dannose, che, e soprattutto, per assicurare un regolare svolgimento dei commerci tra le varie nazioni della terra. Si tratta di un aspetto molto importante in quanto ci sono dei Paesi che producono quantità molto importanti di succhi di frutta che vengono poi trasportati in altri Paesi dove alcune piante non crescono proprio.

L’Unione Europea, con la Direttiva 2012/12/UE del Consiglio (cui si rimanda per ogni approfondimento) ha in gran parte recepito i principi sanciti dal Codexe Alimentarius ed ha armonizzato le diverse leggi in materia esistenti nei diversi Paesi della Comunità. Un principio molto importante è stato quello di adottare una unità di misura dei succhi di frutta. Si tratta misurare con una semplice strumentazione il valore BRIX che è un parametro nel commercio delle materie prime in quanto consente di classificarle in funzione della loro qualità.

Un problema riguarda la dizione “senza zuccheri aggiunti” che si trova nelle confezioni dei succhi di frutta. Tale dizione potrebbe far sembrare che non ci sia zucchero e a non tenere conto della presenza del fruttosio che ha lo stesso potere calorico e crea problemi a chi deve seguire delle diete o è ammalato di diabete. Per motivi di praticità l’UE ha deciso di consentire ad utilizzare la dizione fino al 28.10.2016 dopo di che dovrà essere abolita. In conclusione si può consigliare di rivolgersi con fiducia alle bevande a base di frutta in quanto possiedono, in funzione della quantità di succo presente, ottime proprietà nutrizionali.

Lo stesso non si può dire di bevande zuccherate o con edulcoranti, ma senza frutta, che servono prevalentemente ad appagare il palato e per questo motivo dovrebbero essere bevute con moderazione

 

per gentile concessione di www.sicurezzalimentare.it