Le aziende dovranno assicurare la presenza del 40% di donne nei cda entro il 2020.

Questo è il contenuto dell’accordo raggiunto a Bruxelles dalla Commissione affari legali al Parlamento europeo. Secondo alcuni rilevamenti della Commissione europea, la presenza femminile nei board delle grandi aziende in Europa attualmente non supera il 16,6% (rispetto al 15,8% dell’anno precedente).

Questo è il contenuto dell’accordo raggiunto a Bruxelles dalla Commissione affari legali al Parlamento europeo. Secondo alcuni rilevamenti della Commissione europea, la presenza femminile nei board delle grandi aziende in Europa attualmente non supera il 16,6% (rispetto al 15,8% dell’anno precedente).

L’eurodeputata Evelyn Regner, che ha condotto il negoziato per il gruppo dei Socialisti e Democratici, ha detto: “Siamo riusciti a ridurre il numero delle esenzioni per le piccole e medie imprese e ad escludere del tutto le esenzioni per le grandi aziende. E’ importante che sia applicato il più ampio raggio d’azione possibile. Tutte le aziende dovranno essere trasparenti in merito alle procedure di selezione e nomina dei loro consigli d’amministrazione. Il gruppo S&D si è anche impegnato per evitare l’esenzione di alcuni specifici settori industriali”.

“Abbiamo anche introdotto penalità più severe per chi non raggiungerà la soglia del 40%. Il gruppo S&D ha aggiunto alle possibili sanzioni anche l’esclusione dai fondi strutturali”. L’eurodeputata S&D Britta Thomsen, negoziatrice per la Commissione per le donne, ha aggiunto: “Le donne europee rappresentano una grande riserva di talento. Dato che spesso hanno anche compiuto un percorso di studi più lungo, dovrebbe essere logico farle godere degli stessi diritti e delle stesse opportunità dei loro colleghi di sesso maschile. Non possiamo permetterci di reclutare i membri dei consigli d’amministrazione solo dalla metà della popolazione“.