Lampadine a basso consumo: non è tutto oro ciò che luccica

Nonostante per anni siano state indicate come la panacea per tutti i mali prodotti dai cambiamenti climatici, oggi le lampadine a basso consumo energetico (o “fluorescenti compatte”, Lfc) vengono messe sul banco degli imputati soprattutto per i danni che arrecherebbero alla s

Nonostante per anni siano state indicate come la panacea per tutti i mali prodotti dai cambiamenti climatici, oggi le lampadine a basso consumo energetico (o “fluorescenti compatte”, Lfc) vengono messe sul banco degli imputati soprattutto per i danni che arrecherebbero alla salute.

In Italia ne ha parlato recentemente l’associazione di consumatori Aduc, mentre a livello internazionale un appello è stato lanciato da David Price, coordinatore della Spectrum Alliance, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione sulle conseguenze per la salute generate dall’uso di questo genere di illuminazione.

Secondo alcuni studi, queste lampadine possono provocare danni a fasce di popolazione affette da patologie quali l’autismo, epilessia, forme di dermatite o eczema, Lupus, Porfiria e in genere possono accentuare l’emicrania. I tre principali problemi che presentano, secondo i detrattori, sono le radiazioni elettromagnetiche, il mercurio e le radiazioni UV.

Secondo le riviste “Il Consapevole” e “Icaro”, misurazioni eseguite dimostrano che le Lfc generano potenti campi elettromagnetici fino ad un metro di distanza. Il centro indipendente di ricerche francese “Criirem” (Centre de recherche et d´information sur les rayonnements electromagnetiques) sconsiglia di utilizzare lampadine a basso consumo energetico a brevi distanze, come ad esempio per illuminare i comodini delle camere da letto o le scrivanie.

Le Lfc contengono inoltre da 3 a 5 mg di mercurio, una sostanza estremamente tossica per il cervello, il sistema nervoso, i reni ed il fegato. In particolare potrebbero essere a rischio le donne in stato di gravidanza ed i bambini piccoli, poiché il mercurio influisce sullo sviluppo del cervello e del sistema nervoso del feto e del neonato. Quando una lampadina a basso consumo si rompe i vapori di mercurio si diffondono e le emissioni superano di gran lunga i livelli di sicurezza per svariate settimane dalla rottura.

Le lampadine che non vengano smaltite correttamente potrebbero rompersi nei camion della spazzatura, diffondendo i vapori di mercurio o finire nelle discariche dove il mercurio può contaminare aria, acqua e suolo. Ancora: le Lfc senza il doppio guscio protettivo (ed anche alcuni tipi di lampade alogene) emettono radiazioni UV-B e tracce di UV-C, dannose per la pelle e per gli occhi. La British association of dermatologists sostiene che le persone che soffrono di alcune malattie della pelle o che sono sensibili alla luce accusano un aggravamento dei loro sintomi in conseguenza dell’uso di lampadine a basso consumo energetico.

Alcuni esperti consigliano, quale alternativa, l’illuminazione a led: una lampada a led di ottima qualità costa il triplo (al momento) di una a basso consumo, ma dura tre volte tanto e consuma circa la metà a parità di lumen emessi. E siamo soltanto agli inizi di tale promettente tecnologia.