La strana moria dei delfini nei mari italiani

Buone notizie nella Giornata mondiale della Biodiversita': "si e' interrotto il fenomeno della anomala moria di cetacei, in particolare stenelle, nei mari italiani e si avviano cosi' a conclusione le complesse ricerche degli scienziati della

Buone notizie nella Giornata mondiale della Biodiversita': "si e' interrotto il fenomeno della anomala moria di cetacei, in particolare stenelle, nei mari italiani e si avviano cosi' a conclusione le complesse ricerche degli scienziati della Rete nazionale spiaggiamenti mammiferi marini nata dalla collaborazione del ministero dell'Ambiente con il ministero della Salute".

Ai ricercatori, spiega una nota del ministero dell'Ambiente, era stato affidato il compito di trovare spiegazioni alla moria di delfini della specie stenella striata (stenella coeruleoalba) che ha colpito il Tirreno da gennaio ad aprile. I nuovi rapporti elaborati dalla Banca dati spiaggiamenti e dagli Istituti zooprofilattici sperimentali "hanno fatto luce sul complicato mistero della straordinaria moria", confermando finalmente che "nelle ultime 4 settimane il numero di spiaggiamenti registrati e' rientrato nelle medie degli anni precedenti, e quindi abbiamo motivo di credere che il fenomeno si sia esaurito".

Inoltre questo tipo di andamento e' gia' stato descritto in precedenti episodi anomali di mortalita' descritti negli ultimi anni, come quello da morbillo accaduto nei mari spagnoli tra il 2006 e il 2008. "Le ultime ricerche rafforzano l'ipotesi che la causa piu' probabile della straordinaria moria sia il morbillivirus del delfino, riscontrato nel 30-40% dei corpi analizzati- segnala la nota del ministero dell'Ambiente- percentuali che, per quanto basse, rimangono comunque comparabili con quanto avvenuto in Spagna nelle precedenti epizoozie da morbillo".

L'epizoozia di questi mesi ha interessato una popolazione di stenelle giovani, con eta' comprese tra i 7 e i 20 anni (96% delle carcasse analizzate), cioe' animali nati dopo la moria del 1990-92 determinata da morbillo e quindi sprovvisti di anticorpi specifici per difendersi da questa malattia. Secondo gli scienziati, "i cetacei colpiti dal virus del morbillo erano fortemente indeboliti a causa delle loro ridotte difese immunitarie".

Cio' avrebbe aperto la strada anche all'azione "di infezioni e altre malattie (come photobacterium damselae, virus dell'herpes e parassitosi varie), corresponsabili della morte degli animali". Della Rete nazionale spiaggiamenti mammiferi marini fanno parte, tra gli altri, gli Istituti zooprofilattici sperimentali (Izs), coordinati dall'Izs di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, la Banca dati spiaggiamenti (Bds) dell'Universita' di Pavia, il Cetaceans stranding emergency response team (Cert), la Banca tessuti mammiferi marini del Mediterraneo (Btmmm) e le Universita' di Padova, Siena e Teramo, con la collaborazione del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.