La Sicilia presenta due nuovi formaggi

PALERMO – Sono stati presentati nei giorni scorsi a Palermo, presso Villa Malfitano, dall’assessore regionale delle Risorse agricole e alimentari, Elio d’Antrassi, in collaborazione con l’Aras, Associazione regionale allevatori della Sicilia (commissario Alessandro Chiarelli), due nuovi formaggi di pecora, il “Morbido di Sicilia” (tipo “Filadelphia “), fresco e spalmabile, ed il “10Dieci. Lode”, fette di latte 100% siciliano (a breve stagionatura, a forma di parallelepipedo), che risultano entrambi versatili e innovativi nel loro utilizzo.

Nel corso della manifestazione è stato anche lanciato il “Piacentinu Ennese”, riconosciuto come Dop lo scorso 14 febbraio, un formaggio a pasta compatta e pressata, ottenuto con latte ovino intero, crudo ad acidità naturale di fermentazione, prodotto dalle razze ovine autoctone siciliane Comisana, Pinzirita, Valle del Belice e loro meticci. In realtà i due nuovi formaggi sono noti da tempo. Già a dicembre, all’interno del suggestivo edificio dell’Albergo delle Povere a Palermo, erano stati presentati alla stampa e posti in degustazione l’eccellente e tanto atteso latte fresco siciliano di vacca (nelle due varianti, intero alta qualità e parzialmente scremato, garantito sull’origine 100% isolana e sotto il profilo della sicurezza alimentare) e il “Morbido di Sicilia”, formaggio spalmabile di latte ovino siciliano.

L’iniziativa, prodotta e curata dall’Associazione regionale allevatori della Sicilia, seguita dal sistema Italialleva attraverso le strutture dell’Aras e dall’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia, è stata fortemente appoggiata dal governatore della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, intervenuto personalmente all’evento. Tra gli intenti, quello di raggiungere la tavola dei consumatori siciliani, in particolare i più piccoli. “I nostri alleati – ha detto Chiarelli – saranno i bambini che ogni mattina potranno fare il pieno di energia sana, contribuendo insieme alle famiglie al riscatto di un comparto in grande difficoltà”.

Chiarelli ha inoltre invitato a riflettere su una grande contraddizione di questo popolo: “Invitiamo i cittadini a saper differenziare i rifiuti ma non a saper conoscere il loro cibo. Sapremo selezionare la plastica, il vetro, la carta ed altro senza però saper distinguere a tavola un prodotto siciliano da un prodotto importato dall’estero e trasformato in Italia. È inaccettabile!”. Gli allevatori/trasformatori che aderiscono al sistema Italialleva, ricevendone il marchio in presenza dei requisiti richiesti, entrano in un circuito di promozione dei prodotti sicuri e 100% italiani. Una garanzia per il consumatore che può così riconoscere i nuovi prodotti isolani per la presenza in etichetta dello stesso marchio “Italialleva” insieme a quello del produttore siciliano, indici di sicurezza alimentare grazie a un sistema di puntuali e rigorosi controlli. La concessione del marchio Italialleva, dunque, presuppone la presenza di adeguate strutture aziendali, corrette applicazioni delle procedure HACCP, con particolare riferimento a quella di tracciabilità, sottintendendo la trasparenza con la quale sono realizzati e proposti i prodotti e, più a monte, l’applicazione dei manuali di corretta prassi igienica in allevamento, redatti dall’Aia e approvati dal ministero della Salute, con lo scopo di fornire all’allevatore uno strumento di monitoraggio della propria gestione aziendale, che deve essere attuata nel pieno rispetto del benessere degli animali, ed indirizzata a produrre una materia prima sicura e tracciata, a partire dagli alimenti somministrati agli animali.

Sempre l’Aras sta lavorando per la realizzazione di accordi commerciali che possano portare un valore aggiunto direttamente agli allevamenti attraverso la vendita del latte siciliano nella grande distribuzione. A tale scopo, sono state scelte proprio le cooperative di allevatori per gestire le fasi di produzione, raccolta, trattamento e confezionamento del latte che, con il supporto e la vigilanza dell’Aras, devono garantire l’immissione sul mercato di un prodotto sicuro e di qualità. Su tutto il territorio regionale si sta procedendo, inoltre, alla valutazione di altre aziende che forniranno il latte siciliano sulla base dei parametri qualitativi e di quanto previsto dalla normativa vigente, ed il loro numero sarà progressivamente incrementato in relazione alle richieste del mercato.

Il prodotto sarà facilmente distinguibile dai brik e dal marchio rappresentante la Sicilia con la dicitura “Latte siciliano 100%” che potrà essere utilizzato anche per i prodotti lattiero-caseari a base di latte di origine al 100% siciliana. Sul fronte del latte ovino, invece, “Morbido di Sicilia” intende diventare un punto di riferimento: è prodotto con l’aggiunta di ricotta di pecora (gusto deciso) o senza (gusto delicato).