La pausa pranzo alla scrivania

Il 42% degli italiani rimane inchiodato alla scrivania durante la pausa pranzo che ovviamente avviene fuori delle mura domestiche.

Il 42% degli italiani rimane inchiodato alla scrivania durante la pausa pranzo che ovviamente avviene fuori delle mura domestiche. I motivi non sono tanto la pigrizia e il desiderio di rimanere in poltrona ma anche altri motivi e primo tra tutti quello economico in quanto il pranzo anche con i buoni pasto utilizzabili quindi per la spesa avrebbe un costo non sopportabile in questo periodo di crisi. Ma c’è anche chi non si muove per sfruttare la pausa pranzo per navigare su web o chattare, o perché fa ormai tendenza il ‘desk food’. E’ quanto emerge dalla ricerca ‘Gli italiani? Kitchen people’ dell’osservatorio Birra Moretti, in collaborazione col Gambero Rosso, condotta dalla sociologa dell’alimentazione Marilena Colussi con l’istituto Cra, che ha coinvolto un campione di mille italiani maggiorenni e mille inglesi.

Quello del “food desk è un fenomeno inesistente e inimmaginabile fino a poco tempo fa”, ha detto la ricercatrice nel precisare che “in Gran Bretagna il dato sale al 57%. Mangia in ufficio il 34% dei milanesi, e il 49% dei romani”.

Si tratta di pasti pre-preparati a casa e in questa nuova tendenza c’é molto take-away, che spazia dalla tradizionale pizza al kebab. Gli italiani residenti a Roma e Milano optano nel 26% dei casi per la mensa aziendale. Nei giorni feriali, all’ora di pranzo, chi lavora a Milano sbocconcella qualcosa al bar, i romani prediligono un pasto caldo in trattoria. Prevale nettamente il piatto unico, circa il 48%. La colazione al bar con cornetto e cappuccino è un’abitudine più romana (52%) che meneghina (41%). L’aperitivo invece si conferma un must a Londra (31%, mentre in Italia è un po’ più praticato nella movida milanese (20%).