La patata dell’alto viterbese sarà presto un Igp

La domanda di registrazione della denominazione Igp (Indicazione Geografica Protetta) della Patata dell'Alto Viterbese e' stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale ed è iniziata l'attesa del nulla osta da parte della Commissione europea per la definitiva registrazione del marchio.

La domanda di registrazione della denominazione Igp (Indicazione Geografica Protetta) della Patata dell'Alto Viterbese e' stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale ed è iniziata l'attesa del nulla osta da parte della Commissione europea per la definitiva registrazione del marchio.

Lo ha annunciato Angela Birindelli, assessore alle Politiche agricole e alla Valorizzazione dei Prodotti Locali della Regione Lazio. A partire da oggi vengono concessi 30 giorni per eventuali osservazioni, al termine dei quali il Ministero potrà autorizzare la cosiddetta 'protezione transitoria nazionale' che consente alle aziende agricole produttrici di utilizzare il marchio IGP esclusivamente sul territorio italiano.

''Grazie a questa certificazione – ha aggiunto l'assessore Birindelli – la Patata dell'Alto Viterbese avrà la possibilità di distinguersi facilmente sui mercati come un prodotto di accertata origine e di sicura qualità. Un riconoscimento dunque molto importante che va a vantaggio sia dei consumatori, sempre più interessati alla sicurezza dei prodotti, sia delle aziende produttrici che possono essere più competitive sui mercati".

La zona di produzione della Patata dell'Alto Viterbese IGP ricade in un territorio a nord del Lazio che comprende il lago di Bolsena e i seguenti comuni: Acquapendente, Bolsena, Gradoli, Grotte di Castro, Latera, Onano, S.Lorenzo Nuovo, Valentano e Proceno.