La dieta di gennaio all’insegna del risparmio

Passata l’ebbrezza delle feste di Natale, rimangono le spese sostenute ed il girovita più generoso. Perciò, di solito, gennaio è il mese dell’espiazione. Da un punto di vista alimentare a gennaio aumenta parecchio il consumo di prodotti a basso apporto energetico, frutta e verdura, avena e cereali, mentre diminuisce quello di cibi più calorici, come la pasta fresca che vede un crollo del -75% rispetto al periodo precedente.

Passata l’ebbrezza delle feste di Natale, rimangono le spese sostenute ed il girovita più generoso. Perciò, di solito, gennaio è il mese dell’espiazione. Da un punto di vista alimentare a gennaio aumenta parecchio il consumo di prodotti a basso apporto energetico, frutta e verdura, avena e cereali, mentre diminuisce quello di cibi più calorici, come la pasta fresca che vede un crollo del -75% rispetto al periodo precedente.

La carne rossa cede alle carni bianche che vedono un aumento rispettivamente dell’80% e del 60%. Unica eccezione la bresaola, che da protagonista di ogni dieta ipocalorica, raddoppia le vendite. Anche per le bibite ci sono variazioni.

Le bevande alcoliche crollano: -40% la birra e -52% il vino, lo champagne vede un calo del -64% e il whisky del -74%. Raddoppiano  gli acquisti di acqua e quelli del latte scremato aumentano del 73%, la Coca-Cola Zero cresce del 79%. In linea con le necessità di risparmio,  precipitano le vendite di gamberi del -61% e in media di pesce e frutti di mare del -70%. Il salmone (-77%), il pesce spada e l’aragosta (-81%) lasciano spazio al tonno in scatola e al merluzzo congelato (+14% e +53%), in attesa di risanare le proprie finanze.