Italiani più attenti al cibo naturale rispetto agli altri europei

Nei carrelli della spesa degli italiani troviamo minori quantità di zucchero, meno carboidrati e meno dolci rispetto a molti altri cittadini europei come tedeschi, francesi e inglesi. Meglio di noi solo gli spagnoli.

Nei carrelli della spesa degli italiani troviamo minori quantità di zucchero, meno carboidrati e meno dolci rispetto a molti altri cittadini europei come tedeschi, francesi e inglesi. Meglio di noi solo gli spagnoli. Riusciamo anche ad evitare meglio degli altri i cosiddetti ‘cibi dell’indulgenza’, quelli che finiscono d’impulso nei carrelli come snack e junk food. Storicamente abbiamo il record della pasta (i nostri sono i carrelli che ne contengono di più) e abbiamo un debole per i cornetti o brioches e i prodotti da forno perché, in fondo, la colazione ci piace dolce anziché salata. 

Lo sancisce la nuova classifica delle calorie totali comprate nei supermercati (calcolate su cibi e bevande) del mondo, stilata dall’inglese Euromonitor International, società di indagini di mercato globali. “Complessivamente nei carrelli della spesa di tutto il mondo ci finiscono 1,5 bilioni di calorie al giorno e dalla nostra ricerca risulta anche che entro il 2019 verranno acquistate 90 calorie in più pro-capite a livello globale” – spiega Lauren Brandy, analista che ha diretto l’indagine – “Il paese che fa la spesa più ricca di cibi calorici è il Messico con 1.928 calorie per persona, 380 in più anche rispetto agli Stati Uniti”.

“In Europa si comprano in media 1.500 calorie e, se si considerano i paesi più industrializzati, l’Italia è un popolo di salutisti. Con un totale di 1.503 Kcal a persona comprate al giorno, gli italiani sono al quarto posto preceduti dai tedeschi, francesi e inglesi e se entro il 2019 la quantità salirà a 90 calorie, per l’italiano l’incremento sarà invece di 11 calorie” – precisa Filippo Battaini, analista Euromonitor international – “L’italiano ricava in media 230 kcal al giorno in meno rispetto al consumatore tedesco. Se guardiamo, ad esempio, nel carrello della spesa quotidiana di un italiano ci sono 22,7 grammi di grassi saturi, contro i 36,7 grammi dei tedeschi. Meglio dell’Italia il Giappone, con solo 4,3 grami di grassi saturi acquistati al giorno”. 

Con 57,61 grammi di zuccheri comprati al dì per persona, l’italiano medio consuma anche quasi la metà di zucchero dell’americano medio (126,4 grammi per persona ) e del tedesco medio (102,94). Anche col sale riusciamo a moderarci più degli altri e nel carrello ne troviamo 3,2 grammi per persona al giorno, mentre il tedesco ne compra 7,85 grammi per persona. 

Acquistiamo anche meno lattine e bottiglie di bevande dolci come succhi e cole. “In Italia la situazione è più rosea che in altri paesi” – precisa Battaini – “Fra i 7 paesi più industrializzati, l’Italia è penultima nella classifica dell’acquisto di bevande zuccherine. L’italiano consuma 14,6 grammi di zucchero da succhi di frutta e bevande analcoliche confezionate” – afferma Battaini. “Anche qui gli unici a fare meglio di noi sono i giapponesi, che consumano quasi 3 volte meno zucchero degli italiani dalle bevande zuccherine e ben 10 volte in meno degli americani”. 

“Naturalmente agli italiani resta il primato della pasta, che apporta al consumatore italiano 181,6 Kcal al giorno, 3 volte in più dei tedeschi e ben 9 volte in più degli inglesi e degli americani” – spiega Battaini. “Siamo ancora fra i meno grassi in Europa e consumiamo in media 400 calorie in meno rispetto alle altre nazioni industrializzate” – commenta Pietro Migliaccio, presidente della Società italiana scienza dell’alimentazione – “Il motivo è che la dieta mediterranea, ricca di verdure, cereali e frutta, è impressa nel nostro DNA, seppure ci siano in corso cambiamenti preoccupanti, in particolare nell’alimentazione dei bambini e degli adolescenti che consumano troppe bevande zuccherate“. 

“In Italia è molto difficile rinunciare al cornetto, o brioches, magari insieme al cappuccino della prima colazione” – precisa Migliaccio – “Si tratta di una debolezza alimentare che non è dannosa ed è a mio avviso sbagliato rinunciarvi perfino se si deve calare di peso. Il segreto è essere moderati. Fra una lattina di 33 ml di cola o di succhi zuccherati e un prodotto da forno, come le brioches, è senza dubbio meglio scegliere quest’ultimo. Nella prima colazione il cornetto col caffè o il cappuccino fanno cominciare bene la giornata e spesso fanno parte delle diete che prescrivo ai miei pazienti”.