Italiani, la scomparsa della colazione

In Italia negli ultimi 10 anni – racconta l’indagine Doxa “Io comincio bene” commissionata da AIDEPI (Associazione italiana industrie della pasta e del dolce) – nonostante la colazione sia uno dei pasti più amati, è diminuito il numero di quanti la fanno: dal 92% si è scesi all’86%.

In Italia negli ultimi 10 anni – racconta l’indagine Doxa “Io comincio bene” commissionata da AIDEPI (Associazione italiana industrie della pasta e del dolce) – nonostante la colazione sia uno dei pasti più amati, è diminuito il numero di quanti la fanno: dal 92% si è scesi all’86%. Di conseguenza, sono quasi raddoppiati (dall’8% al 14%) quelli che la saltano del tutto, i cosiddetti “breakfast skipper” che hanno raggiunto la quota di 7 milioni di persone.

Le ragioni restano sempre le stesse: stomaco chiuso (50%), si preferisce mangiare qualcosa a metà mattina (47%, in crescita rispetto al 41% del 2004), non si ha tempo (34%), si preferisce fare un pranzo più abbondante (37%). La buona notizia è che aumentano il numero dei “virtuosi” della prima colazione. Chi la fa tutti i giorni (o quasi) sale dal 79% all’84%, mentre si registra un buon +20% nel numero di quanti preferiscono consumarla solamente a casa (dal 70% del 2004 all’85% di oggi).

E, soprattutto, scende da quattro a tre milioni il numero degli italiani che dichiarano di fare colazione ma poi tutto si traduce… in un caffè e via senza mangiare nulla. Allo stesso tempo lievita l’attenzione per la colazione salutista: quasi la metà degli italiani (44%) si dichiarano molto interessati ai prodotti che riducono la quantità di grassi, zuccheri e cercano di tenere sotto controllo le calorie.

Da rilevare infine la notevole crescita di quanti consumano frutta: dal 3,5% circa del 2004 all’8% di oggi. Dal punto di vista degli alimenti, si registra un corretto mix di carboidrati complessi, proteine, grassi e zuccheri semplici. Saldamente al primo posto troviamo i biscotti, scelti da 6 italiani su 10 (58%), seguiti da pane e/o fette biscottate, con o senza marmellata, miele e creme spalmabili alla nocciola o al cacao (19%). A seguire (tra il 7% e il 9%), cereali/muesli; merendine/brioches/cornetti confezionati e yogurt.

Tra le bevande cresce (14%) il peso del tè, accanto ai più tradizionali latte (35%), caffè (33%) e caffellatte/cappuccino (28%). I virtuosi della colazione si trovano più al Nord e sono più frequentemente donne. Mano a mano che si scende verso Sud aumenta l’abitudine a fare colazione da soli, a variarla poco, a farla al bar o, addirittura a saltarla. Tra i cosiddetti breakfast skipper c’è una percentuale particolarmente alta (20%) di uomini, under 34, studenti, del Sud e delle Isole.

L’esempio dei genitori resta decisivo. In una famiglia in cui non si fa colazione raddoppia la percentuale di bambini (dall’11% al 26%) che decidono di non farla. “Di norma i genitori che preparano la colazione e siedono a tavola con i propri figli – afferma Ghiselli – li educano a un comportamento alimentare più corretto che si ripercuote positivamente anche nella scelta degli altri pasti e, più in generale, nello stile di vita adottato dai ragazzi”.

Tra quanti fanno colazione da soli – il 52% degli italiani – ci sono molti under 25. Che hanno l’abitudine, più degli altri italiani, di aprirsi al mondo esterno e alla socialità (virtuale) attraverso i social media e le nuove tecnologie, mentre sorseggiano un caffè o mangiano qualcosa di dolce. Per un milione d’italiani l’accesso alla rete, la mattina, avviene addirittura ancora prima di un caffè o di lavarsi.