In Italia sei milioni di tonnellate di sprechi alimentari

In tutta Italia sono 6 milioni le tonnellate di eccedenze alimentari, pari a 13 miliardi di euro, e solo lo spreco nel consumo domestico, a livello nazionale, raggiunge un valore di 6,9 miliardi di euro.

In tutta Italia sono 6 milioni le tonnellate di eccedenze alimentari, pari a 13 miliardi di euro, e solo lo spreco nel consumo domestico, a livello nazionale, raggiunge un valore di 6,9 miliardi di euro. È la fotografia scattata dall’indagine di Banco Alimentare in occasione del convegno “Dar da mangiare agli affamati”, di scena a Bologna, promosso da Banco Alimentare, Politecnico di Milano e Fondazione Sussidiarietà, con il Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania.

“Come Governo – ha detto il Ministro – abbiamo avviato un processo, abbiamo adottato una disposizione nella primavera scorsa che prevede l’istituzione di un fondo destinato ad alimentare il circuito del recupero dei prodotti alimentari per i poveri. Adesso siamo nella fase di prima sistemazione di questo provvedimento – ha spiegato – stiamo lavorando d’intesa con il Banco Alimentare e le altre organizzazioni. C’è un grande lavoro da fare, è complesso, ma sono moderatamente fiducioso e potrebbe dare frutti, penso già nell’arco dell’anno prossimo. Naturalmente – ha aggiunto – non partiamo da zero. C’è già una grandissima attività fatta spontaneamente dalle imprese agroalimentari, dai supermercati, insieme alle organizzazioni caritatevoli, in molti casi si sono già incontrati tra loro dando luogo a un recupero virtuoso degli sprechi. In più grazie ai fondi comunitari, distribuiamo 100 milioni l’anno di prodotti alimentari agli indigenti. Però con questi nuovi interventi io credo – ha aggiunto Catania – che possiamo fare di più. Ho già un tavolo di lavoro aperto con il Banco Alimentare. È una partita importante, oggi ci sono nuovi poveri e bisogna venire incontro a questa situazione”.

Il secondo impegno del Governo riguarda, invece, gli squilibri di filiera: “lo squilibrio di reddito tra produttori agricoli e grande distribuzione è un problema reale ed è fortissimo. Oggi solo il 16-17% del prezzo del prodotto al consumatore va nelle tasche dei produttori agricoli. È una situazione insostenibile – ha aggiunto – ho più volte denunciato gli squilibri della filiera. Ma abbiamo fatto anche qualcosa di concreto perché la primavera scorsa abbiamo adottato una norma che entrerà in vigore tra un mese, che prevede che i prodotti agricoli debbano essere pagati entro 30 giorni se sono deperibili (altrimenti entro 60 giorni) e che tutti i passaggi vanno fatti in forma scritta. Questo tenderà a rendere più trasparente la filiera, rafforzerà la posizione contrattuale dei produttori, che sono l’anello debole”.

Ma, secondo il Ministro, si può fare di più: “sono già impegnato a Bruxelles. C’é un comitato di discussione della Commissione Europea, un gruppo ristretto di lavoro di cui faccio parte come Ministro italiano, e in quella sede ho già detto che a mio parere è necessaria una normativa europea”.