Impatto zero al cinema: arrivano le “pellicole verdi” certificate

Anche il cinema può contribuire alla salvaguardia dell’ambiente. Attraverso set allestiti con materiali riciclati, trasporti meno inquinanti e tecnologie verdi per l’illuminazione.

Anche il cinema può contribuire alla salvaguardia dell’ambiente. Attraverso set allestiti con materiali riciclati, trasporti meno inquinanti e tecnologie verdi per l’illuminazione.

A “certificare” queste buone prassi c’è ora un protocollo europeo destinato alle case di produzione per rendere il cinema più sostenibile. La nuova certificazione che quantifica il rispetto ambientale delle pellicole verrà presentata il 17 maggio durante il Festival di Cannes.

Il nuovo protocollo europeo si chiama “Edison Green Movie”. In realtà esistono già film che dichiarano lo “zero carbon footprint”. Ma la novità sta nel cercare di far diventare “normalità” il fare cinema con un atteggiamento verde. “Il set di un film è una carovana, un villaggio mobile, che mima e riproduce quasi tutto quello che avviene in una vera città – scrivono i promotori del progetto. “Sul set si mangia, si dipinge, si cuce, si produce energia, si costruisce e si distrugge, si bagna e si asciuga… Inventare un protocollo per un set cinematografico è come studiare l’impatto di un villaggio contemporaneo: diventa, scientificamente, un modello. E poi, sarà anche poco, ma se qualcuno non comincia, come possiamo aspettarci che ci provi un altro?”.

Per creare un protocollo scientificamente corretto e facilmente applicabile, però, sono necessarie competenze tecniche ed esperienza nel campo dell’energia e delle fonti rinnovabili. Ecco allora il ruolo centrale di Edison, tradizionalmente impegnata nella creazione di una cultura diffusa su clima e risparmio energetico. L’azienda ha aderito con entusiasmo al progetto. Anche perché, negli ultimi anni, ha investito notevoli risorse nella creazione di programmi di educazione allo sviluppo sostenibile, rivolgendosi in particolar modo ai giovani attraverso la scuola (progetto “Eco generation”) e lo spettacolo (progetto “Edison – Change the music”).

Altro soggetto alla guida dell’iniziativa è Tempesta, tra le più giovani case di produzione cinematografica. Insieme ad Azzero CO2, società di consulenza energetico-ambientale di Legambiente. Il protocollo prevede 38 aree di consumo, su cui lavorare per cercare di rendere i film a impatto zero. “Di primo impatto – dichiara Carlo Cresto-Dina, amministratore unico e fondatore di Tempesta – può sembrare difficile doversi adattare. Ma la verità è che il nostro protocollo non complica la vita, ma la semplifica perché permette di pianificare meglio le azione e di risparmiare. Non solo in materia d’inquinamento, ma anche in termini economici. Visto che, adottando le nostre regole di razionalizzazione il budget delle produzioni può essere ridotto anche del 5%. Per questo sono molti gli operatori, italiani e stranieri, a cui potrebbe interessare. Infatti, abbiamo intenzione di proporre il protocollo anche alle grandi case di produzione. E di coinvolgere nella nostra rivoluzione verde anche gli attori che dovranno impegnarsi in prima persona adottando nuovi comportamenti”.

“Per rendere più verde il cinema – spiega Andrea Prandi, direttore comunicazione Edison – è fondamentale renderlo più efficiente sotto il profilo energetico. Azione possibile con operazioni relativamente semplici. Tra queste, un uso razionale dei gruppi elettrogeni per le riprese in esterno. Ad esempio utilizzando quelli di nuova generazione, come gli Euro 5, per una resa migliore. Oppure, come soluzione per il risparmio energetico, quella del collegamento diretto alla rete. Azione che, rispetto all’uso dei gruppi elettrogeni, fa risparmiare fino a quasi all’80%, in termini di emissioni. Infine anche i kit fotovoltaici e l’uso di Led possono ridurre consumi e sprechi in maniera notevole”.