Il valore economico delle dop italiane

Lo studio pubblicato dalla UE mette in rilievo il valore economico del settore della qualità certificata agroalimentare, vitivinicola e delle bevande spiritose I 54 miliardi del fatturato complessivo di vini, spiriti e prodotti agroalimentari delle Indicazioni Geografiche europee, sono un valor

Lo studio pubblicato dalla UE mette in rilievo il valore economico del settore della qualità certificata agroalimentare, vitivinicola e delle bevande spiritose I 54 miliardi del fatturato complessivo di vini, spiriti e prodotti agroalimentari delle Indicazioni Geografiche europee, sono un valore da sviluppare, ma anche da difendere” lo sostiene Mauro Rosati, direttore generale della Fondazione Qualivita, alla luce dei dati emersi, da uno studio pubblicato dalla Commissione europea sul valore delle indicazioni geografiche per i prodotti alimentari e agricoli, compresi vino e spiriti.

I dati del grande censimento si riferiscono al 2010 e si basano su 2769 indicazioni geografiche riconosciute complessivamente, di cui 872 prodotti agroalimentari, 1560 vini, 337 spiriti. “La qualità certificata è ormai l’unica strada per creare economie solide e sostenibili – aggiunge Rosati – L’Italia con 12 miliardi di valore complessivo, mostra un sostanziale equilibrio in termini di fatturato, fra il settore agroalimentare e quello vitivinicolo, con un valore di circa 6 miliardi ciascuno, ma deve ancora dimostrare tutto il suo potenziale per sviluppare il fatturato degli Spiriti. Dopo 10 anni di valorizzazione delle DOP IGP, non possiamo assolutamente più parlare di settori di nicchia, ma di distretti produttivi a tutti gli effetti”.

I dati dello studio della Commissione europea, fotografano una realtà dove il valore complessivo di 54 miliardi di euro è costituito da 30 miliardi provenienti dai vini, 16 miliardi dai prodotti agroalimentari e 8 miliardi dagli spiriti. Lo studio evidenzia anche che il 60% delle vendite di prodotti con indicazione geografica avviene nei Paesi di origine, il 20% in altri Paesi della UE e un altro 20% viene esportato nei Paesi terzi.

Le esportazioni extra-Ue valgono circa 11.5 miliardi di euro e sono destinate principalmente agli Stati Uniti (30%). L’ Italia, con un valore complessivo di 12 miliardi di euro, generato nel 2010 da 753 denominazioni riconosciute, di cui 193 prodotti del settore agroalimentare, 521 vini e 39 spiriti, si piazza al secondo posto nella graduatoria, preceduta solo dalla Francia, che con 677 prodotti, produce un valore di oltre 20 miliardi di euro.

Dopo l’Italia, seguono Germania e Spagna. Il commissario europeo all'agricoltura Dacian Ciolos ha detto: "I prodotti con indicazione geografica valgono globalmente 54.3 miliardi e rappresentano il 15% del totale delle esportazioni di cibo e bevande". Nel periodo 2005-2010 i vini hanno rappresentato il 56% delle vendite di prodotti a denominazione protetta per un valore di 30,4 miliardi di euro e i prodotti agricoli e alimentari il 29% per un valore di 15.8 miliardi di euro.