Il Senato all’unanimità impegna il Governo per la fame nel mondo

Il Senato ha approvato all’unanimità nella seduta antimeridiana di ieri,  le tre mozioni su una strategia mondiale per il settore alimentare, mozioni che sono state accolte dal Governo e che sono state illustrate all’Assemblea dai sen. Bertuzzi  Vallardi, Di Nardo e Allegrini.

Nel corso della discussione e delle dichiarazioni di voto finali, sono state sottolineate le dimensioni abnormi della piaga della fame nel mondo, problema lungi dall’essere risolto e che sconta addirittura un incremento del divario tra Paesi ricchi e poveri,  e assiste al fallimento di alcune delle strategie finora poste in essere dagli organismi internazionali.

In particolare risulta in crisi il modello basato sulla cooperazione internazionale che non riesce ad assicurare la necessaria politica globale del cibo fondata su una programmazione che può essere garantita solo attraverso l’intervento degli Stati. Soprattutto è richiesto un ruolo da protagonista all’Unione europea, anche per supplire alle carenze fin qui mostrate dalla FAO.

Occorre rilanciare l’agricoltura quale strumento principale per la lotta contro la fame nel mondo da una parte aggiornando le misure da assumere per garantirne il necessario ampio respiro, dall’altra combattendo ogni forma di speculazione di natura mercantile e sollecitando le nuove potenze economiche mondiali ad impegnarsi per superare le contraddizioni in atto in territori che, pur conoscendo un forte sviluppo, ancora sono caratterizzati dalla presenza di larghe fasce di popolazioni attanagliate dalla fame.

E’ stata inoltre evidenziata da parte dei relatori, la necessità di assumere modelli produttivi più rispettosi dell’ecosistema alla luce dei danni arrecati dalle colture intensive, così come da parte di alcuni senatori si è sottolineata l’opportunità di privilegiare interventi volti a garantire in loco le tecnologie necessarie ad ottimizzare le coltivazioni ed evitare sprechi e possibili malversazioni, anche perché aiutare le popolazioni afflitte da fame e povertà a casa loro consentirebbe di individuare eque misure di controllo dei flussi migratori.

Al Governo è stato richiesto di rispettare gli impegni assunti anche da precedenti Esecutivi e di farsi interprete di una nuova strategia mondiale condivisa.