Il rimedio naturale contro le zanzare, il pipistrello

In Sardegna, poco prima dell’inizio della primavera, i pipistrelli lasciano i rifugi invernali di solito situati in zone montane come grotte o case diroccate, nuraghi e Domus de Janas per trasferirsi in altri rifugi in zone ricche d’insetti.

In Sardegna, poco prima dell’inizio della primavera, i pipistrelli lasciano i rifugi invernali di solito situati in zone montane come grotte o case diroccate, nuraghi e Domus de Janas per trasferirsi in altri rifugi in zone ricche d’insetti. Un solo pipistrello può cibarsi di più di 2000 insetti per notte, un sistema naturale nel regolare la presenza degli insetti dannosi.

Un Decreto del 1939 li ha classificati come animali protetti ma bisogna salvaguardare anche l’habitat di questo mammifero con le ali. Le cause che hanno allontanato i pipistrelli dai centri abitati sono molteplici; in primis l’inquinamento in genere e l’utilizzo di pesticidi nelle campagne (l’avvelenamento delle loro prede), l’insediamento massiccio nei centri abitati di altri volatili come i piccioni e le cornacchie e la moda degli ultimi anni circa lo sconvolgimento nelle grotte da attribuire alle attività speleologiche non autorizzate, oltre al fatto che nei centri abitati sono sempre meno i vecchi ruderi e le case abbandonate, rifugi ideali per i pipistrelli nel periodo primavera/estate.

In alcune località italiane si sta cercando, da qualche anno a questa parte, di fare in modo che i pipistrelli possano trovare le condizioni ideali per vivere e trovare rifugio presso i centri abitati, perché è considerato fra i più importanti degli insettivori: salvarne le specie significa anche salvare il “sistema naturale” per contribuire a liberare l’uomo dal fastidioso incubo delle zanzare.

In Italia sono presenti 119 specie di pipistrelli e la Sardegna ne vanta un discreto numero e fra queste una è endemica: l’Orecchione sardo; gli scopritori del nuovo pipistrello sono Mauro Mucedda e Ermanno Pidinchedda del “Centro per lo studio e la protezione pipistrelli in Sardegna”, e da due ricercatori tedeschi Andreas Kiefer e Michael Veith.

I Chirotteri sono inseriti nelle Direttive e Convenzioni europee, la Convenzione di Berna e la Direttiva Habitat, pertanto, il mammifero con le ali va protetto. Nella foto il Molosso di Cestoni.