Il quadro comunitario di valutazione del mercato interno

Nonostante i tempi difficili, dal quadro di valutazione del mercato interno pubblicato dalla Commissione europea risulta che gli Stati membri hanno dato la loro miglior prova nel recepire le norme UE nel diritto interno.

Nonostante i tempi difficili, dal quadro di valutazione del mercato interno pubblicato dalla Commissione europea risulta che gli Stati membri hanno dato la loro miglior prova nel recepire le norme UE nel diritto interno.

Il deficit medio di recepimento nell'UE – ossia la percentuale delle direttive in materia di mercato interno non recepite in tempo negli ordinamenti nazionali – è diminuito dal 6,3% nel 1997 al livello record dello 0,6%, ossia al di sotto dell'obiettivo dell'1% convenuto dai capi di Stato o di governo europei nel 2007 e molto vicino allo 0,5% proposto nell'Atto per il mercato unico dell'aprile 2011.

In questa edizione i risultati migliori sono stati ottenuti da Irlanda, Malta, Estonia e Svezia, che sono riuscite a recepire il più alto numero di direttive. Gli Stati membri hanno inoltre ridotto il numero complessivo delle direttive recepite in modo non corretto (il deficit di conformità si è ulteriormente ridotto dallo 0,7% allo 0,6%). È tuttavia aumentato il numero di direttive per cui il ritardo di recepimento è di 2 anni o più. Per quanto riguarda l'applicazione del diritto UE, il numero di infrazioni continua a diminuire, molto probabilmente grazie all'introduzione di dispositivi di soluzione dei problemi di mancata conformità al diritto UE in una fase precedente della procedura. Rispetto al novembre 2007, il numero dei procedimenti di infrazione aperti è diminuito del 38%.

Il numero più elevato di procedimenti d'infrazione avviati dalla Commissione riguarda l'Italia, seguita dalla Spagna e dalla Grecia. La maggioranza dei casi continua a riguardare la fiscalità e l'ambiente. Tenendo conto di tutti gli indicatori relativi all'attuazione, gli Stati che vantano i migliori risultati complessivi sono la Romania, l'Estonia, Cipro, la Repubblica ceca e la Lituania.

Attuazione delle direttive in materia di mercato interno • Il deficit medio di recepimento nell'UE è diminuito ulteriormente dall'0,9% allo 0,6% negli ultimi sei mesi e il numero degli Stati membri che ha raggiunto l'obiettivo dell'1% è aumentato da 16 a 23.

• In totale dodici Stati membri hanno raggiunto o eguagliato il loro miglior risultato nel deficit di recepimento dal 1997: Repubblica ceca, Estonia, Irlanda, Grecia, Francia, Italia, Cipro, Lussemburgo, Malta, Paesi bassi, Slovacchia e Svezia; Italia e Lussemburgo si trovano per la prima volta sotto la soglia dell'1%.

Questi risultati indicano la priorità che gli Stati membri accordano alla tempestività di recepimento, anche nell'attuale congiuntura di crisi economica.

• L'Irlanda è stata la migliore: ha recepito tutte le direttive in tempo azzerando il deficit. Ma degna di particolare nota è la prestazione dell'Italia, con un deficit di recepimento diminuito dal 2,4% di sei mesi fa allo 0,8% di oggi. Anche quello della Romania si è ridotto notevolmente, dall'1,1% allo 0,4%. Questi tre Stati membri condividono le rispettive migliori pratiche nella presente edizione del quadro di valutazione del mercato interno.

• Oggi gli Stati membri si concedono, in media, nove mesi e mezzo per adottare la normativa di attuazione una volta scaduto il termine di recepimento fissato. Per quanto riguarda le direttive che hanno un ritardo superiore ai due anni rispetto al termine di recepimento (elencate nella relazione) solo cinque Stati membri non hanno raggiunto l'obiettivo “tolleranza zero”.

Infrazioni • La media UE dei procedimenti d'infrazione aperti resta di 31 per Stato membro, con il numero più elevato a carico dell'Italia – dieci volte più della Lituania, il paese con il minor numero di casi – seguita dalla Spagna e dalla Grecia.

• Ciononostante, tali Stati membri hanno compiuto progressi in una prospettiva a lungo termine: da quando hanno aderito al sistema EU-Pilot, il numero di procedimenti è diminuito del 47% per l'Italia, del 39% per la Spagna e del 25% per la Grecia.

Ambiente e fiscalità sono i settori in cui si registra il 45% dei procedimenti d'infrazione.

• La durata media dei procedimenti d'infrazione aperti varia da dieci mesi (Lussemburgo) a tre anni (Svezia).

• Una volta che la Corte di giustizia ha accertato un'infrazione del diritto dell'UE, gli Stati membri sono chiamati ad intervenire immediatamente per allinearsi alla sentenza. Tuttavia, in numerosi casi ciò avviene dopo molto tempo, in media oltre 17,4 mesi. Per Spagna, Irlanda e Francia l'intervallo è di quasi due anni. Nella comunicazione “Una governance migliore per il mercato unico” la Commissione invita gli Stati membri ad accelerare il processo per conformarsi alle sentenze della Corte di giustizia nei settori di base interessati, per ottenere un totale allineamento, in media, entro dodici mesi.