Il punto sulla viticoltura mondiale

A seguito dell'ultimo Rapporto sulla situazione mondiale del settore vitivinicolo pubblicato lo scorso marzo, il Direttore Generale dell'OIV Federico Castellucci ha presentato il 18 giugno una panoramica globale riguardo alle principali tendenze che stanno influenzando lo sviluppo del settore vitivinicolo mondiale.

A seguito dell'ultimo Rapporto sulla situazione mondiale del settore vitivinicolo pubblicato lo scorso marzo, il Direttore Generale dell'OIV Federico Castellucci ha presentato il 18 giugno una panoramica globale riguardo alle principali tendenze che stanno influenzando lo sviluppo del settore vitivinicolo mondiale.

"A dispetto dei dissesti economici che hanno causato alcune difficoltà al settore vitivinicolo, i consumatori riacquistato fiducia nel vino e nei prodotti vinicoli, facendo sperare in un po' di ottimismo", ha detto Castellucci. Questa presentazione ha avuto luogo durante la sessione d'apertura del XXXV Congresso Mondiale della Vigna e del Vino, un evento internazionale che riunisce ogni anno la maggior parte dei principali ricercatori in viticoltura, enologia, economia e diritto con l'obiettivo di discutere gli ultimi sviluppi del settore vitivinicolo.

Rapporto Statistico 2012 dell'OIV sulla viticoltura mondiale Superficie: Nel 2011, i vitigni mondiali raggiungevano la superficie totale (comprese le aree non ancora in produzione o vendemmiate) di 7 585 mha. Ciò significa un calo di 79 mha fra il 2010 ed il 2011 (-1%) ed una flessione accumulatasi negli ultimi dieci anni pari a 262 mha.

L'Europa comprende più di metà della superficie del vitigno mondiale (56,9%) nonostante le continue campagne adottate dall'U.E. per ridurne la dimensione. L'espansione del vitigno Asiatico ha raggiunto nel 2011 più di un quinto della superficie totale (21,9%), grazie alla Cina i cui vigneti si sono quasi duplicati nell'ultimo decennio (+89%). Stati Uniti ed emisfero meridionale rappresentano un altro quintale della superficie totale (20,9%) con la Nuova Zelanda che ha quasi triplicato la sua superficie fra il 2000 ed il 2011 (da 14 a 37 mha).

Uva: La produzione mondiale di uva ha superato lo stallo del 2009-2010 ed è arrivata fino a 692 Mq, il punto più alto degli ultimi dieci anni, nonostante la flessione della superficie globale piantata a vigna. Questo dato è supportato dalla tendenza verso l'alto dei rendimenti, dalle condizioni climatiche particolarmente favorevoli e dal continuo miglioramento delle tecniche di viticoltura. Dal momento che i rendimenti delle uve da tavola sono generalmente superiori rispetto a quelli delle uve da vino, la differenza fra le superfici viticole nelle diverse zone mondiali, diventa meno ovvia quando si considera la produzione globale di uva.

Sebbene comprenda più della metà della superficie mondiale piantata a vigna, l'Europa conta solo il 44% della produzione globale d'uva. L'Asia ne rappresenta a malapena un terzo (28,7%) e l'America circa un quintale (21%) seguiti da Africa (5,9%) e Oceania (3%).

Vino: La produzione mondiale di vino (succhi e mosti esclusi) è rimasta nel 2011 a 265 Mhl, al di sotto della media considerata per il periodo 2006-2010 (durante il quale era ferma a 271 Mhl). In tal caso può dirsi che, così come per lo scorso anno, la produzione era piuttosto scarsa. L'Europa rappresenta più dei 2/3 della produzione globale di vino (66.5%) nonostante abbia perso terreno (rappresentava il 73% del totale nel 2001) in favori di concorrenti quali l'America (19% nel 2011), Asia (5,5%) nel 2005 contro 3,5% nel 2001), Oceania (5%) e Africa (4%). D'altra parte, il 2011 ha assistito ad una riconquista dell'interesse dei consumatori nella consumazione di vino (244.3 Mhl). Rispetto al mercato vinicolo interno, la Francia mantiene indiscusso il suo primato (29,9 Mhl di vino consumato), mentra la Spagna e l'Italia diminuiscono la loro consumazione di vino interna (rispettivamente 10,3 Mhl e 23 Mhl). Novità giungono dal Regno Unito con i suoi 12,8 Mhl di vino consumato (un aumento del 32% rispetto ai dati del 2000) e dalla Cina, con una richiesta interna che ha raggiunto 17 Mhl per la prima volta pari al 58% di incremento rispetto ai dati del 2000. Così come per l'esportazione di vino, l'Italia primeggia con i suoi 24,2 Mhl esportati nel 2011, seguita dalla Spagna (22,3 Mhl) e Francia (14,1). L'Australia recupera fino a raggiungere la quarta posizione con 7 Mhl, prima del Cile (6,6 Mhl) e degli Stati Uniti (4 Mhl).