Il principale impatto della nuova Pac

L’attuale fase di applicazione della nuova Politica agricola comunitaria (Pac) è orientata alla compensazione degli squilibri di produzione e condizionata dall’emergere di fattori critici, quali l’aumento delle spese agricole conseguente alle eccedenze di produzione e la disparità nel regime degli aiuti.

L’attuale fase di applicazione della nuova Politica agricola comunitaria (Pac) è orientata alla compensazione degli squilibri di produzione e condizionata dall’emergere di fattori critici, quali l’aumento delle spese agricole conseguente alle eccedenze di produzione e la disparità nel regime degli aiuti.

L’accento più rilevante è stato imposto dalla nuova sensibilità per la tutela dell'ambiente e della qualità alimentare. In tale ottica appare sempre più necessario poter disporre di indicatori idonei alla caratterizzazione economica del settore e funzionali tanto alla valutazione dell’impatto ambientale quanto alla qualificazione di nuove attività che possano coniugare lo sviluppo con la sostenibilità e la tutela dell’ambiente rurale.

Le aziende agricole sono oltre 1,6 milioni, con una superficie totale di 17,1 milioni di ettari (2010). Dal 2000 si è registrata una riduzione del 32,4 per cento nel numero delle aziende agricole (-775 mila unità), associata ad un notevole aumento della dimensione media (pari a 7,9 ettari; 2,4 ettari in più).

  •  Nel 2011 il valore aggiunto per addetto del settore ogni 100 euro di costo unitario del lavoro è di circa 130 euro, in ripresa rispetto al 2010. La migliore performance è del Nord-ovest, dove è maggiore il numero di aziende di grande dimensione, mentre tutte le altre ripartizioni hanno valori inferiori alla media nazionale.
  • Nel 2010 sono 43.367 le aziende agricole (pari al 2,7 per cento del totale) che adottano il metodo di produzione biologico, impegnando il 6,1 per cento della Sau nazionale. Fra le aziende zootecniche la produzione biologica è leggermente più diffusa, interessando il 3,9 per cento delle aziende nazionali.
  • Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse dei consumatori europei per la qualità dei prodotti agroalimentari. In questo ambito l’Italia occupa una posizione di rilievo e registra il numero di certificazioni più elevato a livello comunitario. Al 31 dicembre 2012 le specialità agroalimentari italiane con marchi di qualità sono 248.
  • In Italia nel 2012 è stato distribuito in agricoltura poco più di un quintale di fertilizzanti semplici per ciascun ettaro di superficie agricola utilizzata (Sau), con una intensità più elevata nelle regioni settentrionali. I consumi sono in lieve ripresa rispetto al 2011.
  • Nel 2012 sono state distribuite 134,2 mila tonnellate di prodotti fitosanitari e 61,9 mila tonnellate di principi attivi.
  • In Italia il numero di aziende agrituristiche si conferma superiore alle 20 mila unità, più di un terzo gestite da donne. A livello territoriale, circa un quinto è concentrato in Toscana.