Il piacere della scoperta, Bobbio

“Viaggi straordinari che non ha mai fatto, quelli che non potrà mai fare, che restano non scritti o chiusi in un loro segreto alfabeto sotto le palpebre, la sera, fino a quando arriva il sonno e si salpa”.            Antonio Tabucchi, “Viaggi e altri viaggi”

“Viaggi straordinari che non ha mai fatto, quelli che non potrà mai fare, che restano non scritti o chiusi in un loro segreto alfabeto sotto le palpebre, la sera, fino a quando arriva il sonno e si salpa”.            Antonio Tabucchi, “Viaggi e altri viaggi”

Sono tanti i modi di viaggiare, innumerevoli. I viaggi cambiano con l’età, l’esperienza, la situazione pratica e contingente, quella mentale e astratta. Ogni viaggio ci racconta prima di essere raccontato e il viaggio vero è quello che continua: “Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.“ Josè Saramago

L’unico elemento che non può mai mancare è il desiderio di scoprire, che da almeno Ulisse in poi ci rende squisitamente umani. Un piccolo borgo, storie che si intrecciano in prossimità di Piacenza, ed ecco che questo viaggio ci porta Bobbio.

E precisamente a 40 km da Piacenza preferibilmente percorrendo la SS 45 che scorre all’interno della Val Trebbia ti aspetta Bobbio. È molto che ti aspetta o, come è più probabile, sei tu che aspettavi di incontrare un luogo come questo. Il Ponte Gobbo, 11 arcate dalla forma irregolare, ti svela già uno dei volti del luogo: la spiritualità. Leggenda vuole che nel VII secolo il monaco irlandese San Colombano per continuare la sua opera di evangelizzazione e fondare l’Abbazia e lo scriptorium più importante dell’Italia del Nord nel Medioevo, chiese al diavolo in persona di costruire un passaggio, il ponte. Il diavolo per ricompensa pretese l’anima della prima creatura che avrebbe attraversato il ponte e San Colombano scelse, facendo infuriare i demoni, di far passare un cane, le cui orme sarebbero ancora a testimonianza del passaggio presso l’Abbazia.

La forma del ponte è oggettivamente singolare, alcune versioni della leggenda legano questo fatto alla forma diversa dei demoni usati per costruirlo, altri alla rabbia del diavolo stesso. Bobbio Film Festival, La Gioconda e… Hemingway!

Comunque sia il Ponte Gobbo è tuttora un simbolo della città tanto da essere riprodotto nel premio che celebra il vincitore del Bobbio Film Festival  (http://www.bobbiofilmfestival.it/) diretto dal regista Marco Bellocchio, nato proprio qui e nelle cui strade girò la sua opera prima; “I Pugni in tasca” del 1965 definito così: “Dopo “Ossessione” di Visconti non c'era mai stato nel cinema italiano un esordio così clamoroso e autorevole. Non c'è più stato nemmeno nei 20 anni seguenti.”.

Un altro tipo di spiritualità… ma torniamo al Ponte. Secondo la storica d’arte Carla Glori, il Ponte Gobbo sarebbe quello ritratto nella Gioconda di Leonardo. Sì, proprio il ritratto più famoso del mondo e ovviamente anche molti abitanti di Bobbio ne sono convinti! (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-01-10/monna-lisa-nuova-teoria-165430.shtml?uuid=AYtwkkyC).

Seguiamo un’altra leggenda e ci troviamo tra le parole di uno degli scrittori più amati del secolo scorso: Ernest Hemingway. Secondo le descrizioni della Val Trebbia così ne scrisse l’autore americano sul suo taccuino: "Oggi ho attraversato la valle più bella del mondo". Alcuni dicono sia stato l’effetto del piacevole vino di questi colli, altri sostengono che sia stato Henry James a scriverlo, altri ancora non lo credono affatto. Ma comunque in questo come in altri casi le parole provocano le cose e così perché non andare a vedere per capire?

Codici e piaceri Ogni singola roccia di Bobbio porta le tracce della gloriosa storia del centro di cultura che questo borgo è stato per secoli. Le sculture, l’abbazia di San Colombano, lo scriptorium, i cui codici oggi arricchiscono le Biblioteche più importanti del mondo. Codici miniati sfavillanti di oro e miniature, perfetti, armonici e utili perché hanno trasmesso il sapere per secoli. Se non la cultura, la storia, il cinema, le rocce sarà la bellezza a portarti a Bobbio.

Un clima mite e temperato dal mar ligure, le montagne e il fiume tra i più puliti del Paese rendono questi luoghi ideali anche per chi vuole dedicarsi allo sport e al relax…Terme comprese. O ancora l’enogastronomia, i numerosi piatti tipici di Bobbio che raccontano il territorio, punto d’incontro tra più regioni data la storia dei possedimenti dell’Abbazia di san Colombano: Piemonte, Emilia, Lombardia, Toscana e Liguria. Si passa dallo stracotto alle lumache in umido fino alla torta di mandorle (croccante, ripiena o morbida) tutti piatti da accompagnare con vini delle cantine della valle circostante. Nel territorio, oltre ai Colli piacentini zona Denominazione di Origine Controllata (D.O.C.), molti sono i vini tipici come: Gutturnio, Trebbianino Val Trebbia, Barbera, Bonarda, Ortrugo, Cabernet Sauvignon, Pinot spumante e la Malvasia.

Tra i tanti salumi tipici ti consigliamo “pancette piacentine”, prodotto D.O.P. (http://www.piacenzafoodvalley.com/salumi.php).  Ora non sappiamo quale motivo sceglierai per andare a vedere Bobbio o sognare di andarci. Siamo certi però che sarà un ottimo motivo. Forse già da stasera chiudendo gli occhi e salpando nottetempo, con quell’unico insieme di eccitazione e paura che rende ogni viaggio, il viaggio.